Indipendentismo, Beggiato: «Veneto come Napoli»

Il quotidiano napoletano Il Roma ha ospitato l’8 dicembre un’intervista a Ettore Beggiato, autore del controverso “1866:la grande truffa. Il plebiscito di annessione del veneto all’Italia”, saggio di stampo venetista che si propone di smontare la retorica risorgimentale e di mettere in dubbio la legittimità storica dell’annessione del Veneto all’Italia.

Beggiato, intervistato da Mario Gallo, ha avuto modo di ribadire la sua versione dei fatti:

«La questione è molto semplice e la riassumo velocemente. Alla fine della cosiddetta terza guerra d’indipendenza (ottobre 1866) che ha visto la vittoria dell’alleanza italo-prussiana sull’Austria, Vienna si rifiuta di considerare il Regno d’Italia come un vincitore, viste le vittorie ottenute dall’Austria sia per terra che per mare (Custoza e Lissa) sull’esercito e sulla marina tricolore. Proprio per questo “passa” il Veneto (il Friuli e il mantovano) alla Francia affinché lo giri all’Italia ma solo “sotto riserva del consenso delle popolazioni debitamente consultate” come sta scritto testualmente sul trattato di pace firmato a Vienna il 3 ottobre 1866 da Austria e Italia. Succede invece che due giorni prima del plebiscito convocato per il 21 e 22 ottobre 1866, e precisamente venerdì 19 ottobre, il Veneto venga passato dalla Francia all’Italia in una stanza dell’Hotel d’Europa lungo il Canal Grande a Venezia. Il governo italiano ha addirittura la strafottenza di scrivere il tutto sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia di venerdì 19 ottobre 1866, facilmente recuperabile attraverso internet. I veneti vanno a votare il 21 e 22 ottobre quando tutto è già stato deciso, fra brogli, intimidazioni, repressioni inimmaginabili e che dovrebbero essere conosciuti molto bene anche nel Regno delle Due Sicilie».

Ci sarebbe quindi una sorta di “strana” convergenza tra la rivendicazioni venetiste di Beggiato e l’indipendentismo napoletano e borbonico:

«”Strana” per chi non conosce le storie delle nostre Terre, dei nostri popoli, “strana” per chi difende strenuamente il risorgimento dimenticando i massacri e le devastazioni che il Regio Esercito Italiano provocò nell’Italia meridionale e la miseria e l’emigrazione che il Regno d’Italia portò nel nostro Veneto, strana per chi si ostina a non vedere che l’attuale devastante situazione politica è figlia diretta di un sistema centralista e colonialista che ci è stato imposto un secolo e mezzo fa, strana per chi non si rende conto che la forbice nord-sud continua ad aumentare proprio grazie a 150 anni di politica centralista, e di falsa solidarietà che continua a far prosperare gli amici degli amici a scapito di chi ne ha veramente bisogno.»

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