«BpVi, azione responsabilità, sì. E tutti quei soldi a Iorio?»

La Banca Popolare di Vicenza vota la causa agli ex vertici. Ma l’indignazione per il compenso all’ex ad brucia tanto. Tantissimo

Torna la coppia di soci della Banca Popolare di Vicenza, Giuseppe e Teresa Berton, per commentare le ultime sulla banca. E in particolare sul suo ex amministratore delegato.

Hai visto, Teresa, non è successo proprio niente.
Perché, cosa ti aspettavi?
Ma come, non lo dicevi anche tu: vedrai la gente se non s’infuria quando si rende conto di cosa vuol dire la buonuscita di Iorio
Certo che l’ho detto. E ti ho anche detto: se per averla fatta praticamente fallire, ‘sta banca, gli danno una camionata di milioni, se la salvava, cosa gli davano?
Potevano sempre dargli, come strenna natalizia, palazzo Repeta. Tanto adesso, con i milioni che  prenderà, potrebbe anche mantenerlo.

Sai cosa penso? Che fare il consigliere di amministrazione di una banca è un po’ come vincere il Superenalotto, ma senza giocare. Se proprio ti va da schifo prendi una barca di milioni. Se ti va un tantino bene sei anche un eroe, ti danno la medaglia.
E ieri hanno festeggiato i 150 anni della banca. Ma dimmi te cosa c’era da festeggiare! A parte che mi hanno detto che si sono trovati in quattro gatti e mezzo, una desolazione… E ci hanno fatto pure un concerto. Altri quattro gatti.
E chi vuoi che ci andasse, scusa? Gli azionisti rimasti in bolletta? A far festa? Va ben cornuti, ma anche giulivi?
E oggi c’è l’assemblea. Quasi quasi mi veniva voglia di andarci.
E perché non sei andato?
Avrei voluto chieder a lor signori: ma scusate, con che faccia venite a proporre l’azione di responsabilità contro Zonin e soci, e nello stesso tempo premiate Iorio…
Dovevi proprio andarci. Questa sì che era una buona domanda.
Non sono andato perché l’idea di trovarmi davanti la faccia di Mion che fa pure lo spiritoso avevo paura che mi venisse un accidente.

Ma dove sono finite le famose associazioni dei soci? Loro sì che potrebbero fare una domanda così.
Beh, guarda. Alcune sono servite a qualche avvocato per riempirsi lo studio e campare per anni con le migliaia di euro di deposito per ogni cliente, che poi la causa vada in porto, non gliene frega niente. I soldi intanto li hanno già presi. Le altre fanno predicozzi ogni tanto e basta.
Ma cosa potrebbero fare, di concreto?
Per esempio potrebbero dire: voi date la buonuscita a Iorio e noi facciamo un proclama con cui invitiamo tutti a ritirare i conti…
Orpo! Vuoi vedere che mi trovo in casa un guerrigliero!
Guerrigliero o, ma furibondo sì. Se poi penso che Cappelleri voleva svignarsela alla chetichella, che Zonin da accusato diventa accusatore, e vuole il certificato di buona e corretta gestione, e lui e Sorato si dicono l’un l’altro: la colpa è tua, no, è tua!, uno non dovrebbe infuriarsi?
Vieni qua che ti faccio una camomilla. Hai perso i soldi, vuoi perderci anche la salute?
Sì va là che è meglio. Certo che noi veneti, hanno ragione i terrori, siamo dei gran polentoni e basta. Ci prendono a randellate e noi a mala pena diciamo “ahi!” ma piano, sennò ci sentono.
L’hai detto.