Lettera aperta a Variati: «sospenda Bortoli»

«Disciplina, onore, lealtà e imparzialità dell’amministrazione impongono al sindaco un gesto di correttezza verso la comunità»

Gentile Sindaco,
abbiamo appreso dalla stampa che lo scorso 14 dicembre, presso il Tribunale di Vicenza, si sono svolti gli interrogatori di primi tre dei diciotto indagati nell’ambito dell’inchiesta riguardante il Pirua Ex Cotorossi. Abbiamo anche appreso che i tre si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, linea difensiva definita dallo stesso procuratore capo Cappelleri «del tutto lecita e legittima» pur dimostrando la mancanza di etica verso la comunità vicentina che da molti mesi attende che si faccia chiarezza sulla vicenda, avendo essi scelto di privilegiare «la garanzia difensiva personale senza però avvertire un impegno nei confronti della città per l’accertamento di quanto accaduto fornendo un contributo per arrivare al vero».

Due degli indagati (Bressanello e Zanella) sono stati per lunghi anni alle dipendenze del Comune di Vicenza ricoprendo ruoli di massima responsabilità nel settore dell’urbanistica. Proprio in quella veste, hanno assunto decisioni che hanno compromesso in modo irreversibile l’integrità del patrimonio culturale e paesaggistico della nostra città riconosciuto, proprio per il suo valore universale, bene Unesco. A tale danno, visivamente conclamato, si sommano le irregolarità amministrative e penali evidenziate dalla relazione tecnica commissionata dalla procura (di cui apprendiamo i contenuti generali dalle cronache giornalistiche). Tali irregolarità lasciano intuire la gravità della situazione generale del resto già ampiamente denunciata negli anni scorsi e ancor oggi da cittadini, comitati, associazioni ambientaliste (tra le altre si veda l’operato di Out, Osservatorio Urbano Territoriale di Vicenza).

Il terzo indagato, l’architetto Antonio Bortoli, da Lei assunto nel 2008 come direttore del settore urbanistica, posto ricoperto in precedeneza dall’architetto Lorella Bressanello, sappiamo aver avuto responsabilità primarie nella regia tecnico-amministrativa della variante del 2009 da cui è scaturito l’insediamento promosso da Sviluppo Cotorossi, quale oggi ci appare. Dal 2011 Bortoli ricopre, in virtù della nomima da Lei fatta, la carica di Direttore Generale del Comune di Vicenza, ruolo di vertice assoluto e di massima responsabilità per il funzionamento dell’intera struttura comunale.

Agli occhi dei cittadini, pur sapendo che tale scelta è legittima e tecnicamente possibile, non può non apparire del tutto incomprensibile l’atteggiamento assunto dai tre indagati di fronte alle domande poste dal procuratore. Non è compito nostro giudicare ma ci siamo chiesti se per Lei, Signor Sindaco, non esistano (e non siano esistite ben prima d’oggi) ragioni di opportunità politiche tali da sospendere l’arch. Bortoli dall’incarico di Direttore Generale, in attesa che la sua posizione si chiarisse in modo cristallino.

Più di quanto lei non abbia pubblicamente espresso alla stampa, e con Lei altri rappresentanti della sua maggioranza, ci appelliamo con forza ai principi e ai valori etici che sappiamo devono ispirare l’attività di coloro che operano per le istituzione pubbliche. Ricordiamo che ogni dipendente della pubblica amministrazione è tenuto a osservare i principi sanciti dalla Costituzione repubblicana, servendo la Nazione con disciplina ed onore, conformando la propria condotta ai principi di buon andamento e imparzialità dell’azione amministrativa.

Siamo convinti che l’attività dell’arch. Bortoli in qualità di Direttore Generale sia stata inevitabilmente condizionata dall’evolversi di questa inchiesta. La scelta, pur legittima, di non rispondere alle domande poste dal procuratore Capelleri, per fatti svolti nelle vesti di funzionario dirigente del Comune, non garantisce il rispetto dei doveri costituzionali di diligenza, lealtà, imparzialità e pone tutta l’Amministrazione comunale in una posizione di forte debolezza. Per tale ragione le chiediamo di assumere il provvedimento urgente di sospensione dell’incarico del Direttore Generale a tutela dell’interesse pubblico, contribuendo, anche con questo gesto, al chiarimento politico che Lei, Signor Sindaco, deve a tutta la nostra comunità.

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