Prof torna per un giorno, Donazzan: «verifiche e provvedimenti»

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«Brava la preside, ne apprezzo l’indignazione e il coraggio». L’assessore all’istruzione della Regione Veneto, Elena Donazzan, si schiera a sostegno della preside dell’istituto tecnico industriale Severi di Padova, Nadia Vidale, che si è fatta interprete dei sentimenti degli allievi e delle famiglie scrivendo una lettera al docente che si è messo in congedo sin dal primo giorno di scuola ed è rientrato alla vigilia delle vacanze di Natale per un solo giorno. L’insegnante ha ripresentato, infatti, domanda di congedo a partire dal 9 gennaio. E con il suo rientro, il 23 dicembre, ha interrotto la supplenza, svolta da una insegnate «motivata, preparata e apprezzata dagli studenti – come rileva Vidale – costringendo l’istituto a rimettersi alla ricerca di un nuovo sostituto, scorrendo le graduatorie».

«Giustamente – rileva Donazzan – la preside chiede al docente per quale motivo sia tornato, cosa sia venuto a fare per un solo giorno in classe. Con la sua lettera, pacata ma incalzante, ha sollevato un problema che ben conosciamo, presente in quasi tutte le scuole, ma che purtroppo si verifica nella piena legalità, in quanto trova legittimazione in un sistema codificato che antepone i diritti dei docenti a quelli degli studenti. Un sistema che tutela il diritto degli insegnanti di ruolo a conservare il posto, ma che non ha mai messo al centro la continuità didattica e la tutela del diritto-dovere degli studenti di avere il meglio dall’istituzione scolastica» .

«Ringrazio la preside del Severi – prosegue l’assessore veneto – perché dà prova di non arrendersi ad un sistema consolidato e codificato. La sua lettera non pone solo un problema di coscienza e di deontologia alla classe docente, ma sollecita governo e parlamento ad interrogarsi e ad affrontare il problema del reclutamento docenti e della gestione delle supplenze, che incide profondamente sulla qualità della nostra scuola». Un problema, quello della qualità e della continuità didattica, «che è al centro della proposta di maggior autonomia – ricorda Donazzan – che la Regione del Veneto intende portare avanti nel corso del 2017 con il referendum popolare. Quanto a quell’insegnante che ha usato un sacrosanto strumento previsto da una norma di civiltà, cioè quello di conservare la cattedra in presenza di malattia o della malattia di un congiunto – conclude – intendo chiedere tutte le verifiche del caso: qualora ci fosse un abuso, dovrebbe essere licenziato».

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