Fornaio “samaritano” dona rene e salva 5 persone

«Mi basta sapere che ho fatto del bene al prossimo. Da quando ho fatto l’operazione sento una gioia immensa, ci sono cinque persone che stanno meglio grazie a me. Se dovessi morire, qualcosa di quello che ho fatto rimarrà». Così in un’intervista ad Andrea Alba sul Corriere del Veneto a pagina 8, il fornaio altovicentino di 56 anni che ha donato volontariamente un rene a una ignota signora di Pisa. Il suo bel gesto ha innescato una serie di 5 donazioni a catena, trapianti in cui il coniuge del paziente poi accettava a sua volta di donare un rene.

Tutto è cominciato quando nel suo negozio è entrato un giovane in dialisi bisognoso d’aiuto: «nessuno della sua famiglia era compatibile per la donazione e questo ragazzo soffriva, si vedeva (…) in me è maturata la convinzione di aiutarlo», racconta il donatore. L’identità del ricevente «non mi interessa, perché non è cosa che fai per avere la riconoscenza di qualcuno – riflette il fornaio “samaritano”. Lo fai per stare bene con te stesso. A 56 anni so che se domani o l’anno prossimo dovessi morire, lascerò un ricordo in tante persone (…) alla mia età, ci si può pensare: è una cosa che non compromette la propria esistenza (…) Sono felicissimo. Invece di salvarne uno, ho contribuito a salvarne cinque».

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