I vandali «coglioni» della Basilica Palladiana. E chi non ha denunciato?

Lo scempio è stato fatto 7 giorni fa se non più: persone di passaggio e chi lavora negli uffici comunali hanno visto ma taciuto

Il vicesindaco di Vicenza Jacopo Bulgarini d’Elci ha sparato ad alzo zero via Facebook contro i vandali che hanno istoriato di insensati graffiti il “retro” della Basilica palladiana, dalla parte che dà su Corte dei Bissari. «Povero coglione e miserabile ignorante», ha definito lo sciagurato coatto che si è accanito sul monumento palladiano per eccellenza.

Sono ormai alcuni mesi che Bulgarini ha deciso di alzare il tono delle sue esternazioni social e non è difficile immaginare che si tratti di una strategia precisa, ancorché sperimentale, magari suggerita da qualche “spin doctor” in vista delle elezioni del 2018. Perché ormai è chiaro che chi sbraita di più sui social, qualche risultato lo ottiene. Ma non è di questo che vogliamo parlare: ci sarà sicuramente tempo per farlo da qui alle elezioni. E sulla definizione dei responsabili di quel vandalismo idiota, siamo completamente d’accordo.

Il fatto è, però, che oltre a denunciare il misfatto, le cronache nei giorni seguenti hanno portato alla luce un’amara verità. Quando la polizia locale è andata a verificare i materiali registrati dalla videocamera di sorveglianza ben piazzata in Corte dei Bissari, si è trovata di fronte a un elemento incontrovertibile. Poiché non si trovava traccia dell’incursione vandalica, la spiegazione è una sola: essa è avvenuta almeno una settimana prima del momento in cui se n’è cominciato a parlare, quando sono scattate denunce, esternazioni e biasimo univerale. Per motivi tecnici, infatti, i server municipali conservano copia dei video per non più di sette giorni.

Questo significa che almeno per una lunga settimana tutti coloro i quali hanno visto lo scempio hanno ritenuto che non valesse la pena di parlarne, che non ci fosse niente di strano, anzi che fosse normale imbrattare la Basilica palladiana. Persone di passaggio, persone che lavorano nel palazzo di uffici municipali che affaccia sulla Corte. Tanti occhi, ma una corale “omessa denuncia” che sconcerta quanto l’idiozia di chi ha imbrattato. Un’indifferenza generale che lascia sgomenti. Perché, a questo punto, chi ci dice che il vandalismo è di otto giorni fa? Magari le scritte sono lì da un mese…

Ecco, a fronte di questo, vorremmo fare una domanda al vicesindaco di Vicenza: se gli autori del vandalismo sono dei “poveri coglioni”, come definirebbe tutti quelli che pur avendo visto non hanno ritenuto necessario segnalare quello che era avvenuto, azzoppando così di fatto le indagini per risalire all’autore del reato? Ce lo dirà mai Bulgarini d’Elci, magari attraverso un nuovo “post” ad alzo zero su Facebook?