Isis, foreign fighter padovana a processo

Parte il processo per la prima “foreign fighter” veneta. Come scrive Alberto Zorzi sul Corriere del Veneto a pagina 7, l’imputata (latitante) è Meriem Rehaily, la 21enne di origini marocchine di Arzergrande (Padova) fuggita in Siria a combattere fra le fila dell’Isis e sulla cui testa pende un mandato di cattura internazionale. L’accusa è di «compimento di atti di violenza ovvero di sabotaggio di servizi pubblici essenziali, con finalità di terrorismo, anche se rivolti contro uno Stato estero, un’istituzione o un organismo internazionale» reato la cui pena prevista va dai 5 agli 8 anni di reclusione. Il processo inizierà il 16 maggio. «E’ il risultato di una complessa e impegnativa indagine», commenta soddisfatto Adelchi d’Ippolito, procuratore aggiunto di Venezia e coordinatore dell’Antiterrorismo.

Le prove contro la ragazzina sono molte, a partire dai suoi post radicali sui social che ne dimostrerebbero la vicinanza ideologica al gruppo di Al Baghdadi. «Dobbiamo rispettare la nostra religione anche a costo di morire (e a dire la verità ho sempre sognato una morte del genere)», scriveva. E ancora: «amo il Jihad e colui che fa il Jihad avrà un guadagno», «non vedo l’ora di piegare uno e togliergli la testa».

 

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