Lucarelli: «D’Urso choc: tu bruciata perchè lui ti ama troppo»

E’ Selvaggia Lucarelli, con un post su Facebook, a parlare di ciò che è accaduto ieri durante la puntata di Pomeriggio 5. La conduttrice Barbara D’Urso si è collegata con Ylenia Grazia Bonavera, la 22enne ricoverata al Policlinico di Messina con ustioni di primo e secondo grado sul 13% del corpo. L’accusato dell’aggressione è il fidanzato che la ragazza continua a difendere. «Non ci sono prove, dovete credere a me, lui mi amava da morire». La madre della ragazza tenta di strapparle il microfono e chiede che l’intervista sia interrotta ma la telecamera continua impietosa a rimanere su di loro.

Sul video che incastrerebbe il ragazzo mentre riempiva una tanica di benzina, ha poi commentato: «non può essere stata presa per altro? Per riempire il motorino? La verità uscirà». Infine ha confermato che tra i due in passato c’erano stati scontri anche fisici: «magari uno schiaffo, ma non più di tanto – ha detto – però, anch’io sono molto aggressiva e mia madre questo non lo dice». I social si sono scatenati indignati e con loro Selvaggia Lucarelli: «oggi a Pomeriggio 5 si è celebrata la morte di ogni lotta contro il femminicidio oltre che un teatrino avvilente. Ma il baratro è stato quando la D’Urso le ha detto: “Ma lo sai che ci sono uomini che fanno queste cose per troppo amore?“. Per troppo amore. Ecco. Se c’è un messaggio sbagliato è questo: associare l’amore alla delinquenza. Perché se dai fuoco alla tua ragazza sei un delinquente. Punto. Non sei troppo innamorato, sei troppo criminale per stare fuori di galera».

«La trasmettitrice con le palle, come definita dalla stessa Ylenia, se proprio è in prima linea nella lotta contro il femminicidio, dovrebbe lasciare la ragazza agli psicologi anziché a questi teatrini che possono alimentare un’idea malsana, oscena e già parecchio strisciante: “Certe donne se lo meritano”. No, neanche Ylenia se lo merita. Solo che non vuole essere aiutata e oggi farla parlare in tv o sui giornali è solo un insulto nei confronti di chi ha denunciato, di chi ha avuto coraggio, di chi, al contrario suo, voleva vivere».