Piano profughi, no da Anci Veneto

«Confermiamo le nostre perplessità rispetto ad una proposta che ci è stata sottoposta solo martedì. Si tratta di un piano che potrebbe risolvere il problema dei grandi assembramenti, ma creerebbe un clima di scontro sociale nei Comuni in cui si fatica a considerare l’accoglienza diffusa». Così in un articolo di Marco Bonet sul Corriere del Veneto a pagina 4 la presidente di Anci Veneto, Maria Rosa Pavanello (in foto), critica il nuovo piano del Ministero dell’Interno e dell’Anci nazionale per gestire in maniera “strutturale” i fenomeni migratori (accordi internazionali con i paesi di partenza, incentivi ai Comuni, Cie regionali, accoglienza diffusa).

«L’accoglienza diffusa sarà possibile solo se ci saranno garanzie da parte dello Stato su certezza di espulsione, tempi veloci di risposta alle richieste di asilo senza possibilità di ricorsi e coinvolgimento in lavori di pubblica utilità», continua Pavanello. «L’associazione dei Comuni ormai non è altro che la longa manus del governo, non tutela affatto i municipi – attacca il sindaco leghista di Montebelluna Marzio Favero – L’Anci ha chiuso l’intesa col ministero per l’accoglienza diffusa? Benissimo, la applichino nei Comuni iscritti all’Anci (Montebelluna ne è uscita, ndr). Per quel che ci riguarda, ad ora non ospitiamo migranti e manteniamo netta la distinzione tra clandestini e aventi diritto all’asilo, tutti strumentalmente confusi nel calderone dei “profughi”. Per chi ha diritto all’asilo le nostre porte sono aperte. I clandestini, invece, vanno trattati con umanità ma rispediti a casa».

(ph: youtube)

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