Veneto, 3 mila prof in fuga al Sud

Più di tremila docenti tra quelli che erano stati assegnati per quest’anno al Veneto da altre zone d’Italia, sono tornati alle proprie Regioni di provenienza per malattia o in permesso. Come scrive Alice D’Este sul Corriere del Veneto a pagina 2, il Veneto ha dovuto così ricorrere alle supplenze per coprire i buchi. Alle elementari di Mestre «per una situazione di questo tipo sono stata costretta a nominare sette diverse supplenti in tre mesi per lo stesso posto – racconta la preside Rachele Scandella – l’insegnante ha preso diversi periodi di malattia. Poi rientrava per pochi giorni. Ad ogni rientro io dovevo licenziare la supplente in carica salvo poi doverne cercare un’altra quando l’insegnante titolare tornava in malattia».

«Come funziona nella pratica? Semplice – dice Gianni Zen preside del Brocchi di Bassano – chiedono aspettativa. Tu cerchi un supplente. Poi loro tornano in servizio 3 giorni magari quando la scuola è chiusa». «L’errore a monte è stato estendere a tutta Italia le assunzioni – dice Giovanni Giordano dello Snals di Venezia – se c’è la possibilità di scegliere se rimanere a mille chilometri di distanza o di tornare a casa chiunque farebbe la stessa cosa». Secondo i dati di Tutto Scuola, in Italia sono stati 207 mila i docenti trasferiti nel 2016. Di questi 72 mila sono stati assegnati ad ambiti territoriali. Il 74% di loro proviene dal sud Italia. Il 40-45% di questi, 55-60 mila insegnanti in tutta Italia, hanno lasciato le cattedre al centro nord per tornare a casa. Per quanto riguarda il Veneto, nel 2016 si sono avute 4769 supplenze.

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