Miteni: «dimezzeremo produzione Pfas»

Antonio Nardone, amministratore delegato della Miteni, l’azienda di Trissino nell’occhio del ciclone per l’utilizzo di sostanze perfluoroalchiliche, ha confermato il dimezzamento da 26 a 10 degli impianti che producono Pfas. «I Pfas sono ancora indispensabili per alcuni settori industriali – spiega Nardone intervistato da Matteo Carollo sul Giornale di Vicenza a pagina 15-. Per molte applicazioni non ci sono alternative e fino a quando non saranno trovate i Pfas dovranno necessariamente essere prodotti e utilizzati».

La Miteni, dice Nardone, non scarica più nei depuratori di Arzignano, Montebello e Lonigo e l’azienda ha pagato per la depurazione dell’acqua anche per il collettore Arica, che contiene anche gli scarichi dell’azienda di Trissino. La Miteni continua l’ad, dal 2013 «ha prelevato 2 milioni 200 mila metri cubi di acqua, li ha ripuliti e li ha rimessi in falda con gli stessi valori delle acque potabili». «Penso che individuare la Miteni come responsabile solo perché produce i Pfas sia fuorviante -chiude Nardone -. È necessario individuare gli altri contributi all’inquinamento».

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