Sgarbi a Goldin: «basta con questi Impressionisti!»

«Treviso ha avuto nel suo passato momenti di grande gloria. Era famosa per i suoi monumenti e i suoi artisti, per le imprese di Coletti, Botter e Tomaso da Modena, poi l’arrivo dell’Impressionismo è stato traumatico, non ce n’era bisogno. Treviso ha la sindrome da Impressionisti». Così sul Corriere del Veneto nell’edizione di Treviso il critico d’arte, Vittorio Sgarbi, lancia una stoccata al curatore artistico Marco Goldin.

Sgarbi, ieri in visita alla mostra su Bacon a Casa dei Carraresi, al museo Bailo e a Santa Caterina, ha poi aggiunto: Goldin «ha ottime capacità imprenditoriali ma fa solo impressionismo, assecondando un gusto facile e sperimentato, si sente a suo agio quando ha la certezza della risposta del pubblico, io sono imparagonabile per il seguito che ho. Potremmo organizzare una mostra insieme, lui come produttore, io come attore principale». «Non mi pare che le sue mostre siano più visitate delle mie, i numeri parlano chiaro – replica lui -. Le mie hanno successo perché c’è un pensiero, lavoro sui miei progetti, non su quelli di altri, è la storia di Linea d’ombra. Può piacere o no, ma il pubblico risponde bene».

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