Rivolta Cona, indagati cinque profughi

Sono cinque i profughi iscritti sul registro degli indagati, per il reato di violenza privata, dal procuratore aggiunto Adelchi d’Ippolito e dal pm Lucia D’Alessandro nell’ambito dell’inchiesta sulla rivolta avvenuta nel centro di accoglienza di Cona, nel Veneziano, il 2 gennaio scorso. Secondo quanto si legge a pagina 2 del Corriere del Veneto, sarebbero circa una ventina i protagonisti degli atti più rilevanti della protesta, scoppiata in seguito alla morte della 25enne ivoriana Sandrine Bakayoko.

Difficile però identificarli tutti, considerate le condizioni di confusione e di buio all’interno della struttura di Cona, nella notte del 2 gennaio. I primi cinque, comunque, sono stati identificati grazie ai video registrati durante la proteta: si tratta di tre cittadini del Mali e di due ivoriani, di età compresa tra i 20 e i 30 anni, che sarebbero accusati di aver impedito l’accesso nella struttura ai furgoni della ristorazione, di aver staccato la corrente e di aver impedito agli operatori della cooperativa che gestisce la struttura di uscire. Sarebbe stato invece escluso il reato di sequestro di persona.

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