Rivolta Cona, lettera al prefetto: «chiediamo scusa»

«Vogliamo la pace, e vogliamo chiedere scusa per quanto accaduto». Questa la premessa da cui muove la lettera scritta da uno dei protagonisti della rivolta avvenuta il 2 gennaio scorso al centro di accoglienza di Cona, nel Veneziano. Secondo quanto scrive Savina Confaloni a pagina 2 del Corriere del Veneto di oggi, la missiva (che è stata consegnata proprio alla giornalista da un profugo nigeriano di nome Paul) sarebbe indirizzata al prefetto di Venezia Carlo Boffi. E si apre con delle scuse: «ci scusiamo per il nostro cattivo comportamento e per aver protestato nella maniera non corretta».

Il resto della lettera, però, contiene una serie di proposte per migliorare la vita all’interno della struttura: «se le nostre condizioni di vita migliorassero – è il ragionamento – potreste vedere che la maggior parte di noi è composta da persone affidabili e responsabili». Paul avrebbe dovuto essere trasferito a Bologna con un altro centinaio di profughi, invece ha scelto di restare a Cona «perché qui ho costruito qualcosa». Il suo auspicio, quindi, è che lui e i suoi compagni siano messi nelle condizioni di «dimostrare che siamo capaci di fare delle cose positive che cambieranno la nostra vita e porteranno un domani migliore».