Voucher: da migliorare, non da buttare

Dare lavoro ai giovani dovrebbe essere la priorità (non dimenticando i cinquantenni). Ma non con la demagogia

Giovani senza lavoro ce ne sono, eccome. Per ora, modesti reimpieghi ci sono stati, soprattutto nella categoria dei cinquantenni. Confesso che per me, questa epoca della vita lavorativa, deve avere priorità su ogni altra. Questi nostri concittadini, quasi sempre con famiglie a carico, quando perdono il lavoro è come se il mondo cascasse loro addosso. Ho conosciuto casi di disperazione così acuta da preoccupare non poco per la loro incolumità.

E’ ovvio che anche i giovani debbano essere un problema impellente. Proprio oggi, Boeri presidente Inps, si dice favorevole ad un reddito minimo garantito, facendo però attenzione che vadano seguiti i criteri dell’Isee per evitare che, come accade oggi, circa 5 miliardi di prestazioni assistenziali, vadano a persone che sono nel 20% più ricco della popolazione. Qualche piccolo segnale di miglioramento dell’economia è stato registrato da vari enti ed è quindi sperabile che le opportunità per i giovani aumentino.

Nel frattempo, essendo personalmente convinto che ogni minuto della nostra giornata è prezioso: fossi il governo, organizzerei dei corsi di informatica e lingue straniere obbligatori e gratuiti anche per coloro che un titolo di studio ce l’hanno già. Potendo affiancherei pure nozioni di organizzazione aziendale che sono preziose per qualunque settore in cui il giovane troverà posto. Per questo sono necessari fondi che credo lo Stato dovrebbe assolutamente trovare essendo queste materie un arricchimento per ogni lavoratore. Certo, le cose devono essere organizzate – appunto- in modo ottimale e con docenti di provata qualità.

Un cenno sul problema voucher che qualche aggancio con i giovani ce l’ha. Sappiamo tutti quale incidenza abbia in Italia il lavoro nero, soprattutto quello precario, stagionale e comunque temporaneo. Questo strumento di pagamento ha aiutato e molto ogni occasione in cui brevi lavori a tempo non avevano altra soluzione che un passaggio di denaro brevi manu. Come ogni cosa , nel nostro Paese, c’è chi ne ha approfittato e i voucher sono stati utilizzati anche in casi non previsti.

Ora, cadendo a mio avviso nel ridicolo, la Cgil ha raccolto le firme per sottoporre la loro vita a referendum. Il ridicolo sta anche nel fatto che lo stesso sindacato ha usato questo mezzo (750.000 euro nel 2016) per pagare prestazioni di pensionati. La Cisl è addirittura arrivata ad impiegarne per 1.500.000 euro. Questo, intendo la richiesta di referendum sui voucher, è il tipico caso di buttare il bimbo con l’acqua sporca. Questo pagamento non è evidentemente la panacea per i lavoratori, ma dà un minimo di legalità a piccoli e temporanei lavori che, in mancanza del mezzo, sarebbero pagati in nero e, probabilmente, anche a meno dei 7,50 euro orari previsti per il prestatore d’opera.