«Commissione d’inchiesta BpVi-Vb, ci sia almeno un veneto»

«Io non posso dire che mi candido, ma se me lo chiedono non ci sono problemi a far parte della commissione, anzi. L’importante è che almeno un parlamentare veneto sia presente». Così, intervistato sul Giornale di Vicenza da Marco Scorzato a pagina 10, Federico Ginato, deputato del Partito democratico e membro della commissione Finanze alla Camera, commenta l’istituzione ormai prossima della commissione parlamentare su Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. La commissione, a cui si è già candidata come membro la senatrice trevigiana del Pd Laura Puppato, «avrà ampi poteri, anche sostitutivi della magistratura – spiega Ginato – Non è una caccia all’untore, ma credo che si debba fare chiarezza su tutto: chiunque ha operato deve essere sottoposto a valutazione anche politica (il riferimento qui è a Bankitalia, ndr)».

«Questa crisi – prosegue – è come una grande occasione per correggere e migliorare il sistema», per la costituzione di una «finanza etica», «oggi è fondamentale restituire fiducia al sistema». E sul rimborso al 15% proposto da BpVi ai soci azzerati il deputato dem conclude: «è difficile dire a chi ha perso tutti se 9 euro per azioni sono una buona o una cattiva proposta. Noi abbiamo premuto perché la banca istituisse un fondo per i rimborsi: è positivo che lo abbia fatto. La banca ha messo 600 milioni affermando che è il massimo possibile. Ora la valutazione degli azionisti non può che essere individuale».