«Prof xenofoba? L’ho fatta licenziare ma non mi pento»

«Non mi pento, sento una forte responsabilità per la mia decisione, ma la vicenda era troppo grave per essere taciuta. Andava resa pubblica». Così, intervistata da Francesco Furlan sulla Nuova Venezia a pagina 11, la docente di lettere Renata Mannise (Sel) commenta il licenziamento della collega al liceo Marco Polo di Venezia, Fiorenza Pontini (in foto). Il provvedimento del Miur è stato deciso dopo un’interrogazione parlamentare sulle frasi razziste su Facebook, esposte dalla Mannise, rivolte dalla docente d’inglese Pontini in ottobre agli esponenti di Sinistra Italiana Giulio Marcon e Celeste Costantini.   Una collega della Mannise le aveva mostrato le frasi choc sul cellulare. lei quindi ha deciso di copiarle ed incollarele per creare un dossier che poi ha presentato alla dirigente del liceo e ai due parlamentari facendo scoppiare il caso: «erano raccapriccianti. sono andata a casa (…) ero sconvolta per quello che stavo leggendo».

Il licenziamento? «Credo sia stata una scelta giusta perché certi valori, testimoniati da quelle frasi razziste, sono incompatibili con l’insegnamento – prosegue la Mannise -. Ci sono dei valori che sono stati lesi (…) Credo che il ministero abbia scelto la linea del rigore anche per lanciare un messaggio preciso e che forse senza il clamore pubblico non ci sarebbe stato. Il razzismo è incompatibile con la scuola (…) Mi rendo conto che perdere il lavoro è terribile, ma l’insegnamento non è un lavoro come gli altri, ci sono delle responsabilità nei confronti degli studenti».

(ph: video.mediaset.it)

Tags: ,