Vandali al Ponte di Rialto, Brugnaro: «in galera»

«Davanti a questi atti dobbiamo avere la possibilità di intervenire: non posso prendere questi idioti e poi doverli subito liberare». Così sulla Nuova Venezia a pagina 12, il sindaco Luigi Brugnaro commenta le recenti scritte che hanno lordato il ponte di Rialto appena restaurato. Nei giorni scorsi sono infatti stati trovati un graffito in veneziano sull’intonaco intonso e su una saracinesca di un negozio e scritte con il pennarello sulla balaustra. «Dobbiamo aver modo di far passare loro la voglia, almeno con una notte in cella di sicurezza», propone Brugnaro.

E se la prende anche con chi polemizza contro il Comune sui social: «anche le polemiche sulla mancanza di cartelli sono assurde: devo scrivere che non ci si tuffa dai ponti perché si può ammazzare qualcuno o morire? Tutti sanno che non si fa. Come non si sporcano i muri. Non vogliamo essere esagerati, ma giusti: non ha per forza ragione chi urla di più, chi lancia più fumogeni. Nessuno ha pagato di persona per il raid di scritte del corteo dell’anno scorso: ha pagato il Comune con 70 mila euro e pur si sa chi è stato».  L’assessora ai Lavori pubblici, Francesca Zaccariotto, incalza invece i cittadini a vigilare dal suo profilo Facebook: «nessuno vede, nessuno sente, nessuno parla, ma tutti si lamentano».

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