Minore tolto a madre, legale: «”effeminato” per Halloween»

Il Tribunale dei minori di Venezia si è riservato di decidere sulla vicenda del minore del padovano per il quale pende un’ordinanza di allontanamento dalla famiglia, che aveva suscitato scalpore perchè motivata, dai servizi sociali, anche con “difficoltà di identificazione sessuale” da parte dal ragazzino (clicca qui per leggere la storia). La madre del minore ha chiesto la sospensione immediata del provvedimento. Stamane si è tenuta l’udienza, nella quale i genitori del 13enne hanno potuto esprimersi in merito alla decisione presa dal Tribunale, ma non ancora messa in atto, di escluderli dalla responsabilità genitoriale, per affidare il figlio ai servizi sociali. Al termine dell’udienza il legale della madre (i genitori sono separati da tempo), Francesco Miraglia, ha riferito che il padre si sarebbe estraniato dalla vicenda.

Miraglia ha sottolineato come «le perizie su cui si basa l’ordinanza sono del 2012, e nel frattempo molto è cambiato nella vita del ragazzino. Non c’è assenza di figure maschili – ha aggiunto il legale – perché la madre ha un compagno, la sorella ha un fidanzato e lo stesso minore ha giocato a rugby e va a nuoto. Un quadro totalmente diverso da quello che poteva essere letto in passato – ha sottolineato – quando al ragazzino sono stati attribuiti atteggiamenti effeminati per essere andato in giro in costume ad una festa di Halloween, quando aveva sette anni. Il ragazzino – ha concluso – è perfettamente inserito a scuola, frequenta un gruppo di amici mentre la madre non ha mai mancato un appuntamento ai colloqui con i servizi sociali».

Intanto oggi si è tenuta una manifestazione silenziosa a Mestre davanti al Tribunale dei minori a sostegno della restituzione alla madre del ragazzino 13enne. Rappresentanti di sei associazioni, giunti da diverse città del Nord Italia, hanno sostato per alcuni minuti all’esterno del Tribunale con cartelli che riportavano slogan quali “Psichiatri fuori dai tribunali” e “Ridateci i nostri figli”, con un particolare riferimento alle perizie che «non sempre sono fatte con la dovuta attenzione – è stato detto – come il caso di questo 13enne, sul quale pende un giudizio di cinque anni, mentre ora la sua vita è totalmente cambiata». Durante la manifestazione è stata distribuita copia di una lettera inviata al Governo con la quale si critica l’operato dei periti e di conseguenza del giudice (clicca qui per leggerla).

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