Lingua veneta, nasce primo manuale universitario

“EuroComRom. I sette tamizi: la ciave par capir tute le lengue romanse!” è il titolo del primo manuale universitario, completamente autofinanziato, scritto in lingua veneta, che inserisce l’idioma veneto nel contesto delle lingue europee. Il volume è stato presentato questa mattina in una conferenza stampa a Palazzo Ferro-Fini, sede del Consiglio regionale del Veneto. «Il manuale – ha spiegato uno degli autori, Alessandro Mocellin, direttore dell’Academia de la Lengua Veneta – confronta nelle sue 270 pagine il veneto con sei lingue: francese, spagnolo, italiano, catalano, portoghese e romeno, in un importante ragionamento sul fatto che la lingua veneta può fare scienza e diventare la chiave per capire tutte le lingue romanze. Con questo manuale, si potranno non solo fare corsi universitari per studenti, ma anche formare gli insegnanti».

«Abbiamo scoperto con molto stupore – ha sottolineato Domenico Strobe, presidente dell’Academia de la Bona Creansa, che ha curato gli studi alla base del volume – come lo studio della lingua veneta nella sua ricchezza e nelle sue varianti possa essere la chiave d’accesso a tre principali gruppi linguistici europei: romanzo, tedesco e slavo». Il libro è stato realizzato in collaborazione con la Goethe Universitat di Francoforte. «L’opera – ha detto il professor Tilbert Didac Stegmann, autore e docente dell’ateneo tedesco – non guarda al passato, ma al futuro e la lingua veneta, in cui è scritto, prende un suo valore come strumento di modernità e non semplicemente folkloristico. Avere una lingua in più a disposizione è inoltre, come sottolineano i neurolinguisti, un grande vantaggio per la ginnastica cerebrale».

Nell’occasione, è stato annunciato, per il prossimo 18 febbraio, all’Auditorium dei Santuari antoniani di Camposampiero, il primo convegno internazionale sulla lingua veneta, cui parteciperanno anche 160 studenti delle scuole superiori. «Con questo libro – ha commentato il presidente del Consiglio regionale, Roberto Ciambetti – per la prima volta il mondo universitario entra e dà il suo contributo su questo tema e può aiutare ad avvicinare alla lingua veneta, che non è assolutamente in decadimento, ma in ottimo stato di salute, anche chi non è veneto. Il testo ha caratteristiche che ci interessano molto e, se l’iniziativa avrà un prosieguo, siamo a disposizione per collaborare».

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