Vicenza, dà della «checca»: pagherà 800 euro

Dare della checca non è reato. Lo scrive a pagina 23 del Giornale di Vicenza di oggi Diego Neri, riportando che l’espressione, ormai d’uso comune, può essere considerata inguiriosa: contestazione che è stata sì depenalizzata, ma che può comunque costare caro. E’ il caso di un vicentino di 37 anni, Gianni Fabrello, che nel gennaio 2011 avrebbe utilizzato la parola «checca» nei confronti di un altro vicentino che frequentava la stessa palestra nel capoluogo berico.

Il quale avrebbe poi sporto denuncia per ingiurie: nel 2014 il giudice di pace avrebbe condannato Fabrello a una multa di 400 euro più altri 800 di risarcimento all’uomo offeso. L’imputato ha poi presentato ricorso in Appello, dove è stato assolto poichè l’ingiuria non è più reato: annullato così anche il risarcimento. L’uomo ingiuriato, quindi, avrebbe dovuto aprire una nuova causa civile per ottenerlo, ma la questione si è chiusa con un accordo tra le pati che prevede un risarcimento di 800 euro.

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