Vino, Verona: produttori escono da Uiv

«In parecchi avevamo espresso il desiderio di cambiare lo schema di rappresentanza, ma non siamo stati ascoltati». Sarebbe questa la ragione alla base della decisione di 22 tra le più importanti aziende vitivinicole italiane, che lasciano l’Unione italiana vini (Uiv) per confluire, almeno in un primo momento, in Federvini. Secondo quanto scrive Elisa Costanzo a pagina 11 de L’Arena di oggi, le aziende (tra le quali sono presenti anche otto big veronesi) potrebbero anche dare vita ad un nuovo sindacato.

«Palese» sarebbe stata, secondo l’ex presidente Uiv, Andrea Sartori, «l’assenza di comunione d’intenti, in un sindacato animato da troppe e diverse voci». Da qui la decisione di andarsene, assieme a Piero Antinori, ex presidente di Federvini, a Sandro Boscaini, ora alla guida di Federvini, e a Piero Mastroberardino, presidente dell’Istituto Grandi Marchi.

«Non c’è niente di personale – sottolinea Boscaini, presidente di Federvini e patron di Masi Agricola – non vogliamo spaccare la rappresentanza del vino italiano, anzi renderla compatta, unita. Come Gruppo Masi troviamo collocazione dove si fanno i nostri interessi d’impresa, che vive di utile, generato dal valore dei prodotti e dalla promozione di marchio e territorio». Le aziende veronesi a lasciare assieme a Masi sono Zenato, Sartori, Tedeschi, Campagnola, Musella, Buglioni e Pasqua.

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