Vittime bus ungherese, il prof “eroe” fuori pericolo

Non è in pericolo di vita il professor Giorgio Vigh, insegnante di educazione fisica del liceo classico Szinnyei di Budapest, che la notte scorsa è entrato più volte nel pullman in fiamme per trarre in salvo alcuni dei passeggeri. Il docente, ricoverato con gravi ustioni diffuse alla schiena, secondo quanto si è appreso, dopo essersi messo in salvo con altri occupanti del veicolo è tornato all’interno e ha trascinato verso l’estero ad uno ad uno alcuni suoi studenti che erano rimasti bloccati nel pullman in fiamme.

Altri gesti di solidarietà, durante le concitate fasi dei soccorsi, si sono avuti tra gli uomini della Polstrada e dei vigili del fuoco, quando hanno trovato i ragazzi in maniche corte e a piedi nudi poco lontano del pullman avvolto dal fuoco. Li hanno rivestiti con i loro giubbotti e i loro stivali portandoli poi nella sede della Polstrada di Verona Sud. Intanto è «omicidio colposo plurimo stradale» il titolo di reato del fascicolo contro ignoti aperto dalla procura della repubblica di Verona sull’incidente.

La procura veronese, nel rispetto delle questioni giudiziarie legate a quella che si annuncia come un’inchiesta complessa per stabilire le cause e le eventuali responsabilità dell’incidente, ha espresso piena disponibilità a incontrare i familiari e le autorità ungheresi. «La situazione – ha detto all’Ansa il procuratore aggiunto reggente Angela Barbaglio – è molto complessa sia dal punto di vista della causa del tragico evento sia per le difficoltà legate allo stato dei corpi delle vittime per l’identificazione».

Tra gli interrogativi anche quelli legati al possibile nesso causale tra l’impatto e l’immediato scoppio di un incendio che ha distrutto il pullman, che secondo un primo esame andava a gasolio, e ha ucciso varie persone. La polizia stradale dovrà ricostruire anche nel dettaglio il viaggio dalla Francia del veicolo che sarebbe partito ieri mattina presto e i meccanismi di cambio alla guida e riposo tra i due autisti che risulterebbe essere stati presenti nel pullman. «Sono tutti accertamenti in corso» dice il magistrato che, assieme al collega Nicola Scalabrini, pm di turno, sta seguendo la vicenda.

(Ph. da Ansa)