Bertucco: «segretari Pd, il ruggito del coniglio»

Pubblichiamo il comunicato di Michele Bertucco, Verona Piazza Pulita.

Dire che mi sono mi inventato i fantasmi dell’alleanza Pd-Tosi è un insulto all’intelligenza e all’impegno miei e dei tanti militanti e cittadini che in questi mesi hanno assistito con frustrazione al harakiri del centrosinistra veronese, ma poiché non ne faccio una questione di orgoglio personale, invito i due segretari Pd ad essere per una volta conseguenti: se davvero, come dicono, «non esiste e non ci sarà alcun accordo tra il Partito Democratico e Tosi», non gli resta che emendare il documento dell’aprile 2016 nella parte in cui si dice: “al secondo turno ogni intesa sarà possibile attorno al nostro candidato”. Non è questione di lana caprina: su questo passaggio, e sull’altro molto fumoso secondo cui il Pd sarebbe “alternativo a Tosi ma antagonista al centrodestra e ai 5 Stelle”, si è giocata la mia estromissione dal ruolo di capogruppo (che avrei potuto mantenere qualora avessi ceduto al ricatto politico che mi era stato sottoposto, al prezzo però di rinnegare 5 anni di lavoro per una città migliore) ed è alla base dei malumori interni al centrosinistra veronese. Va inoltre ricordato che su questo punto si è successivamente consumata una grave spaccatura in assemblea cittadina Pd con il respingimento da parte della maggioranza della richiesta di escludere ogni possibile alleanza con i responsabili del disastro amministrativo cittadino degli ultimi 10 anni.

Dunque le chiacchiere stanno a zero: il mio desiderio di contribuire al buon governo e alla modernizzazione della nostra città dopo 10 anni di immobilità e di danni, è più che mai vivo. E, a differenza dei due segretari Pd, che si sono spesso distinti proprio per il silenzio assordante delle proposte, forse saprei anche da dove cominciare, ovvero dall’escussione della fidejussione del traforo delle Torricelle e dalla vendita delle quote dell’A4 per finanziare un piano di ampio respiro che ponga al centro la qualità degli spazi pubblici, dai grandi contenitori ai quartieri; la trasformazione della viabilità cittadina in senso marcatamente sostenibile, almeno pari al livello delle grandi città europee, e una decisa revisione delle politiche urbanistiche per premiare il recupero del territorio e la qualità. Ma una proposta forte con le conseguenti necessarie alleanze si costruisce nel tempo, non si arriva all’ultimo minuto con la predichetta scritta in tasca. Se i segretari del Pd veronese sono in imbarazzante ritardo rispetto alla città non possono nascondersi dietro di me. Su tutti i temi su cui sono stato chiamato a confrontarmi in questi anni mi pare di aver dato sempre prova di serietà, decisione e propositività. Non so se loro possono dire altrettanto.

Michele Bertucco
Verona Piazza Pulita