Bagnasco su don Contin: «i preti siano casti»

«Episodi di infedeltà al ministero e di oggettivo scandalo sono motivo di dolore». Queste, scrive il Mattino a pagina 24, sono le parole di condanna del cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, la Conferenza episcopale italiana, in riferimento allo scandalo che ha travolto don Andrea Contin, ex prete della parrocchia di San lazzaro a Padova indagato per favoreggiamento alla prostituzione e violenza privata. L’emergere di queste nefandezze «non fanno comunque venir meno la stima e l’ammirazione per il Presbiterio nel suo complesso», rassicura però Bagnasco.

Il cardinale ha sottolineato la «relazione di amicizia con il Signore: non esiste un pascere il gregge che non sia sostanziato dall’incontro personale con Gesù Cristo, un rapporto che avvolge tutte le dimensioni dell’esistenza, e giustifica la consegna di sé nell’obbedienza, nella piena castità e in uno stile di distacco dai beni materiali». Bagnasco ha poi concluso: «la fraternità presbiterale impegna vescovo e preti in esercizi di comunione, condivisione e corresponsabilità pastorale», mentre «l’anima del ministero rimane la carità pastorale, segno di un sacerdozio consacrato a essere presenza di Gesù buon Pastore. Di tale carità è parte la stessa amministrazione dei beni ecclesiastici: richiede la partecipazione corresponsabile della comunità, insieme a mentalità e procedimenti corretti e virtuosi, all’insegna della chiarezza e della trasparenza».

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