Multiutility, l’emiliana Hera a “caccia” in Veneto

«La bussola di Hera torna a guardare il Nordest per le acquisizioni e la crescita: tutto il territorio contiguo è oggi di nostro interesse». Così, intervistato da Eleonora Vallin sul Mattino a pagina 14, il numero uno della multiutility emiliana, Tomaso Tommasi, conferma gli investimenti per il nostro territorio contenuto nel prossimo piano industriale da 2,5 miliardi. «Di questi in triveneto arriveranno 540 milioni proporzionali alla nostra presenza, il 22% del totale – spiega Tomasi – In termini globali, ma non diversi da quello che riguarda il triveneto, le reti assorbiranno il 70% inclusi i 350 milioni per le gare del gas e altri interventi infrastrutturali». «La strategia – continua – è fare tutte le gare dove siamo l’operatore maggioritario, perché vogliamo arrivare al 100% diventando gestore per i prossimi 12 anni (…) Puntiamo su 13 gare, dove Hera detiene mediamente una quota di mercato superiore al 70%».

Interrogato sulla partita delle multiutility venete, Tomasi parla anche della possibile aggregazione tra la vicentina Aim e la veronese Agsm: «Si tratta di due aziende che fanno parte di un range che siamo impegnati a guardare. Ci sono dei punti di domanda nell’operazione ma non siamo qui con il binocolo a guardare se andrà bene o male». E su Ascopiave: «è una bella realtà mono business ma a oggi non c’è nessuna trattativa. Potrebbe essere un importante rafforzamento nel gas, non escludo che in futuro ci possano essere le condizioni per valutare un’operazione. Tutto il territorio contiguo è di nostro interesse». Sulla veneziana Veritas «non c’è alcuna esclusione aprioristica. Veritas opera nella provincia più grande e operativamente complessa del triveneto. Ma non è detto che saremo noi a fare dei passi». E infine sulla padovana Etra il cui cda va a rinnovo quest’anno: «la conosciamo. Ma qui c’è la concezione della governance è peculiare e segue una logica poco industriale».

(ph: gruppohera.it)