Venezia, famiglia attende condono da 30 anni

Attesa infinita quella di una famiglia veneziana che da 31 anni sta aspettando le autorizzazioni per i restauri della propria casa. Come racconta Alberto Vitucci sul Mattino a pagina 20, è la storia di una casa che una famiglia di giovani ha ricevuto in eredità dalla nonna. Tutto inizia negli anni ’50 a Venezia dove i bagni e le docce sono considerati ancora un lusso e molti nuclei famigliari devono per necessità realizzare i servizi da sè senza rispettare la normativa. «Abbiamo subito avviato la pratica del condono per sanare quello che era ritenuto anche giustamente un abuso – spiega la proprietaria – abbiamo pagato poi quello che il Comune ci chiedeva come sanzione. Ma a tutt’oggi non abbiamo notizie».

«Abbiamo fornito la dovuta documentazione – continua la signora – ma ad oggi non siamo ancora in possesso del certificato di condono, ci chiediamo come sia possibile che dopo 30 anni non sia stato ancora evaso un servizio già pagato che impedisce l’avvio di restauri su un’immobile che ormai ne ha, ovviamente, urgente bisogno». In mancanza della risposta alla domanda di condono fatta nel lontano 1986, la casa risulta infatti non abitabile e sono impossibili lavori di ogni sorta per la sua manutenzione. Una curiosità: dal momento della richiesta di sanatoria della signora a Venezia si sono succeduti otto sindaci e tre commissari. Causa degli imprevisti e dei ritardi della burocrazia, sono le migliaia di pratiche accatastate negli uffici e la mancanza cronica di personale.

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