Chiese a Venezia, opere d’arte «nascoste»: mancano fondi

Il primo procuratore della Basilica di San Marco, Carlo Alberto Tesserin, lancia l’allarme per le chiese veneziane, sempre più in difficoltà per la mancanza di risorse per la manutenzione e per la scarsità di parroci, e per il patrimonio di capolavori che contengono al proprio interno. Per il procuratore Tesserin, intervistato da Enrico Tantucci per La Nuova Venezia di oggi a pagina 2, il rischio non è solo «quello della chiusura di molte chiese – per il venir meno dei parroci in grado di occuparsene – sottraendo così alla vista di veneziani e turisti la ricchezza di capolavori d’arte e di architettura che conservano al loro interno. Ma anche un problema oggettivo di sicurezza, perché le chiese non sono casseforti e limitarsi a chiudere il portone non le pone certo al sicuro da furti e razzie, specie se conservano opere importanti al loro interno».

Tesserin indica alcune possibili soluzioni: «Sarebbe bello, idealmente, che ogni Comitato “adottasse” una chiesa veneziana, contribuendo al suo mantenimento, con le opere che conserva al suo interno, ma mi rendo conto che non è facile. Ma anche il problema del mantenimento delle chiese veneziane si inquadra in quello generale della salvaguardia di Venezia e del suo patrimonio che deve essere un problema anche nazionale, con il sostegno dello Stato».

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