BpVi e Vb, ho scritto a Viola. Ma senza risposta

L’offerta di rimborso delle due banche non basta a riconquistare la fiducia: fuori tutti i nomi di chi ha contribuito al disastro

La proposta di rimborso ai soci (in cambio della rinuncia a far causa) da parte di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca è piuttosto modesta (rispettivamente 9 euro ad azione e 15% del titolo), ma è comunque un piccolo tentativo di venire incontro agli azionisti, rimasti con un pugno di mosche in mano. La parte più interessante dell’operazione è quella che le azioni rimangono di proprietà dei titolari. Non ho dubbi che il proprietario dei due istituti, il fondo Atlante, voglia monetizzare positivamente l’operazione e quindi o gestendo direttamente o cedendo la banca unica che nascerà dalla fusione ad un altro gruppo. Le azioni in un tempo medio-lungo sono destinate a rivalutarsi.

Un buon segnale è stata pure la chiamata come nuova guida di Fabrizio Viola che, per chi non segue le cose bancarie, è quel signore che ha rimesso in ordine i conti del malandato Monte dei Paschi. I cda dei due istituti sono giustamente preoccupati per la disaffezione dei vecchi clienti che, profondamente feriti da coloro che hanno dissestato le due banche, si sono ritirati nel loro dolore e aspettano segnali. Quello dei 9 euro o del 15% è un piccolo gesto positivo, ma per riconquistare la loro fiducia non basta. Vogliono sapere: chi e quanti sono i coautori del disastro, come risponderanno civilmente dei danni provocati e quali saranno i provvedimenti penali della magistratura.

Chi scrive, a questo proposito, ha inviato due mail al dott. Viola chiedendo un incontro. Non vi è stata risposta. In quel colloquio avrei voluto dire a questo signore alcune cose che esulano dalle sue competenze di consigliere delegato, ma che, forse, lo avrebbero aiutato a inquadrare la vicenda anche sotto un’ottica sociale e di opportunità. E’ di qualche giorno fa la notizia , data anche da questo giornale online, che Condorelli, procuratore generale presso la Corte d’Appello di Venezia, ha detto che le indagini della procura di Vicenza sono approfondite e che, a breve vi saranno novità. Speriamo sia la volta buona.

Mi permetto anche di suggerire ai presidenti Mion e Lanza e a Viola che è stato un bene che le assemblee dei soci abbiano deciso di perseguire gli ex amministratori procedendo con l’azione di responsabilità, ma che sarebbe opportuno far sapere ai soci chi siano tutti quelli coinvolti e per quali tipi reati civili si intenda procedere. Non si tengano tutte le decisioni tra le quattro mura degli uffici, ma si aprano le finestre all’aria purificatrice di cui c’è grande bisogno. Ci vorrà del tempo, ma se i soci si sentiranno compartecipi delle decisioni, ovviamente non quelle squisitamente tecniche, le due banche ex popolari potranno ritrovare la fiducia dei clienti e il ruolo per il quale erano nate. Trasparenti non bisogna dichiararsi, ma esserlo.