Gennari (M5S): «candidarsi con 85 voti si può»

«Io mi sento legittimato dal fatto che alle scorse elezioni abbiamo registrato il 10% (ora dobbiamo arrivare almeno al ballottaggio). È chiaro che questa è una votazione chiusa ai soli iscritti al movimento: su 226 voti, ne ho presi 85, sono assolutamente tranquillo (…) nel momento in cui hai un voto on line puoi procedere in qualsiasi parte del mondo». Così, intervistato da Silvia Maria Dubois sul Corriere di Verona a pagina 4, Alessandro Gennari commenta le primarie lampo che lo hanno incoronato candidato sindaco del Movimento 5 Stelle per il capoluogo scaligero. Sul poco preavviso per le comunarie Gennari recita il mea culpa: «avevamo fatto richiesta allo staff milanese del Movimento, ma a causa delle problematiche romane, c’è stata data una risposta tardiva. Io, come tutti, ho saputo all’ultimo quando votare», ma «sono pochi quelli che si lamentano».

Interrogato sui punti del suo programma per la città Gennari risponde: «il Piano degli interventi lo può fare qualsiasi giunta senza stravolgere il Pat, vorrò vedere quello che si può tenere e quello che si dovrà scartare. Bisogna poi salvare Fondazione Arena e tutti i posti dei lavoratori, cercare di capire come sono messi tutti i bilanci delle partecipate e possibilmente mantenerle pubbliche». Il neo candidato M5S (in Forza italia fino al 2010) parla anche di autonomia del Veneto: «i trasferimenti da Roma devono essere maggiori e dovremmo avere le mani più libere, però finché c’è un tipo di governance a livello regionale che smantella la sanità e che lascia impoverire il territorio con case e opere dannose mi fa un po’ paura dire ”metto il potere nelle mani di chi ce l’ha già”. In linea di principio, insomma, sono favorevole all’autonomia. All’atto pratico ho forti dubbi». E Grillo? «Si è complimentato, è contento del fatto che io abbia 33 anni. Lo vede come segnale forte per strappare il Nordest alla Lega. E poi mi ha detto di tagliarmi la barba perché ce l’ho troppo lunga. Più lunga di lui di sicuro».

Tags: ,