Pateh, don Nandino: «funerale, non prenderei soldi dal Comune»

Don Natalino Capovilla interviene in merito alle recenti dichiarazioni del sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, che dopo aver offerto di pagare le spese per il funerale del richiedente asilo Pateh Sabally ha anche detto che «alla politica buonista voglio ricordare che non si possono continuare ad alimentare le speranze di mezzo mondo di venire in Italia». Una strumentalizzazione, secondo don Nandino. Lo scrive Vera Mantegoli a pagina 22 de La Nuova Venezia di oggi.

«Abbiamo letto testimonianze di persone che devono attraversare il Sahara a piedi e vengono ammassate come bestie nelle barche – ha detto don Nandino, che ieri ha organizzato assieme alla Casa di Amadou della Cita la manifestazione “Pateh, amico nostro fragile” – l’associazione Migrantes di Lampedusa ci ha inviato un messaggio: nessuno che ha dovuto sfondare porte per sopravvivere avrà l’egoismo di sbatterne altre in faccia a chi soffre. È di pochi giorni fa la notizia che Yahya Jammeh, dittatore noto per la sua ferocia, è scappato dal suo Paese. Ci rendiamo conto cosa devono subire queste persone? Non li prenderei quei soldi. Mi sembra che con quelle parole si strumentalizzi la morte del ragazzo».