Serit, indagine per truffa e corruzione

Perquisizioni nell’abitazione e nell’ufficio del presidente di Serit Roberto Bissoli: la procura scaligera accende i riflettori sulla vicenda del nuovo stabilimento di Rivoli Veronese costruito, secondo quanto scrivono Enrico Presazzi e Laura Tedesco a pagina 4 dell’edizione veronese del Corriere del Veneto di oggi, su un terreno protagonista di una compravendita che è oggetto dell’esposto dell’amministrazione comunale di Rivoli.

Il terreno, infatti, sarebbe stato venduto nello scorso giugno due volte nel giro di poche ore, a prezzo triplicato. La procura ha iscritto nel fasciolo l’ex ad di Serit Maurizio Alfeo (anche lui raggiunto da una perquisizione delle Fiamme gialle giovedì scorso), il costruttore Marco Parolini e il funzionario della Provincia Carlo Poli (che avrebbe seguito la pratica per l’autorizzazione del nuovo impianto), oltre al presidente Bissoli.

I quattro risultano indagati a vario titolo per i reati di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, abuso d’ufficio e truffa. Stando alla denuncia del sindaco di Rivoli Armando Luchesa, contrario da sempre al nuovo stabilimento, il lotto di 50 mila metri quadri sarebbe stato venduto il 10 giugno scorso da Vittoria Bazzoli alla società “4963” di Marco Parolini per 2 milioni e 320 mila euro.

Poche ore dopo Parolini avrebbe venduto il terreno alla “Fraer Leasing” per 6 milioni e 875 mila euro, con un atto che vede come parte acquirente del leasing il presidente di Serit Roberto Bissoli: tra 12 anni, saldate le 144 rate alla finanziaria, la Serit sarà proprietaria dello stabilimento. A insospettire gli inquirenti sarebbe il fatto che l’acconto di Serit per il leasing sarebbe stato superiore di un milione di euro rispetto a quanto avrebbe speso la “4963” srl per acquistare il lotto.

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