La religione dell’euro? Anticristiana. Ecco perché

Quella volta Gesù espose un programma economico chiarissimo. I suoi sostenitori di oggi lo tradiscono in pieno

Gesù è stato subito chiaro: “Io sono venuto per rompere le scatole” (traduzione sintetica dell’originale Matteo 10,34-36: “Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada”). Coerente con il suo scopo, nel programma elettorale Gesù indica il suo vero nemico, che non sono le prostitute, gli adulteri, i gay, i drogati, l’Anticristo per eccellenza che è Mammona. Infatti ha chiaramente spiegato che “nessuno può servire a due padroni: o odierà l’uno e amerà l’altro, o preferirà l’uno e disprezzerà l’altro: non potete servire a Dio e a mammona”.

Bisogna riconoscere che il suo discorso programmatico anti-Mammona non è stata una scelta azzeccata come attestano le primarie dell’epoca: il Nazzareno perse il ballottaggio con Barabba, che aveva un rapporto meno conflittuale con Mammona. Ammettiamolo: il Messia se l’era cercata. Non solo fece un programma elettorale di due paginette talmente chiaro, che tutti, ancora oggi, fanno finta di non capire, ma si recò nel tempio a fare casino con i cambia-soldi: ma Benedetto Figlio del Padre, non si fa così, se disturbi la finanza poi si alza lo spread. I Farisei che di denaro ne capivano, lo prendevano in giro, e gli dicevano: “ma dove vai con queste idee”. Infatti, che Gesù stia perdendo alla grande contro Mammona €uro è sotto gli occhi di tutti. Qualcuno potrebbe dirmi che è riduttivo identificare Mammona con l’€uro, oggi il denaro ha diversi nomi: dollaro, yen, yuan, sterlina, franco svizzero, ecc., anche loro sono incompatibili con Gesù, non solo l’€uro.

L’osservazione è giusta a metà, mentre le altre monete sono principalmente valute e diventare un devoto servitore del dollaro, dello yuan o della sterlina, è una libera scelta del singolo, l’€uro non è solamente una valuta, l’€uro è una religione, un sistema di governo. L’€uro è un dio crudele che ha bisogno di sacrifici, in aperto conflitto con Gesù. Intendiamoci, chi non crede nel messaggio di Cristo, non ha problemi di coerenza, ma i cristiani che sostengo l’€uro sono in aperta contraddizione con la fede che professano.

Innanzitutto vediamo come l’€uro realizzi in pieno il significato di Mammona. Con una breve ricerca su internet, troviamo che il significato del termine “Mammona” nella radice ebraica, ha lo stesso significato di una parola che usiamo al termine di una preghiera, “amen”, che nella nostra lingua significa “così sia“, cioè qualcosa che è sicuro, che è certo, che non si discute. Ebbene, il termine “Mammona”, nella lingua aramaica ed ebraica, significa ciò che è certo, ciò che dà sicurezza, ciò su cui si può contare. Quindi, “Mamon”, “Mammona”, definisce tutto quello su cui si può contare. Non mi sembra che ci siano dubbi sul fatto che si possa contare sull’€uro, lo sanno benissimo i greci che per l’€uro hanno ceduto i loro porti e aeroporti ai tedeschi (e poi qualcuno di voi mi sa spiegare il primo mistero gaudioso dell’€uro secondo cui i soldi per salvare la Grecia li tiriamo fuori tutti, ma i porti se li prendono pochi, lo ringrazierò).

Gesù ha detto chiaramente, e qualche volta anche scandalizzando, che la ricchezza deve essere al servizio dell’uomo, l’€uro invece ha come presupposto inderogabile il servizio dell’uomo alla ricchezza, camuffata come stabilità monetaria. La teoria economica di Gesù e di suo Papà, cioè del Grande Capo, si trova nella parabola del fattore imbroglione, chi non la ricorda può leggerla nel vangelo di Luca 16,1-13. La parabola racconta di un amministratore imbroglione che vien scoperto dal padrone, che, prima di mandarlo via, gli ordina di fargli i conti. Il fattore imbroglione approfitta della cosa facendo degli sconti ai debitori del padrone, quindi, all’imbroglio che aveva già fatto al padrone, aggiunge pure quest’altro imbroglio! Gesù sorprende tutti con il finale della parabola: “Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza“. Quindi Gesù, in questa parabola, mette in bocca al padrone, che pur era stato imbrogliato, un elogio per questo fattore, perché vedendosi perduto aveva usato scaltrezza. Ma che razza di economista è questo Gesù? Capite che avevano ragione i Farisei a canzonarlo…

Questa parabola serve a Gesù per introdurre l’insegnamento che rivolge ai suoi discepoli e quindi ai credenti di tutti i tempi. “Ebbene io vi dico: procuratevi amici con l’iniqua Mammona”. Gesù non ha mai avuto parole contro il benessere della gente. Anzi, Dio vuole che l’uomo stia bene, ed è stato chiaro da subito: “Che nel mio popolo nessuno sia bisognoso”. Questa è una chiara volontà di Dio e tutte le leggi che il Capo aveva emesso erano concepite perché nessuno nel suo popolo fosse bisognoso, Cristo lo ribadì anche a costo di scandalizzare. Per Gesù il benessere è positivo se è per tutti. Il benessere diventa negativo quando appartiene soltanto ad una piccola parte della popolazione, mentre la stragrande maggioranza ne è priva, ecco perché Gesù, in questo insegnamento, provocatoriamente dice: “Procuratevi amici con l’iniqua Mammona”. Ai tempi di Gesù i preti distinguevano la ricchezza (Mammona), tra ricchezza onesta e ricchezza disonesta. Per Gesù la ricchezza è sempre “ingiusta”, perché in qualche maniera chi accumula troppo, sottrae agli altri. Attraverso il paradosso dell’amministratore infedele, Cristo propone di usare il denaro, la ricchezza, per farsi degli amici. Chi sono questi amici? Coloro che non sono nel benessere.

Possiamo dire che Gesù teorizza una società del benessere, un’economia dove l’uomo non è un fattore produttivo, ma lo scopo principale del progresso e della crescita economica. Una società dove l’efficienza produttiva è finalizzata al benessere dell’uomo, non al profitto. Attenzione però, una società del benessere non deve diventare una società di fannulloni. Su questo punto San Paolo è stato chiarissimo: “chi non vuol lavorare neppure mangi”. Attenzione: non chi non può, ma chi non vuole. L’impegno nel lavoro è una componente importantissima nella teoria economica cristiana, come altrettanto importante è il riconoscimento del merito. Nella parabola dei talenti Gesù mette in evidenza che tra gli uomini ci sono diverse capacità, e quindi diversi compensi, l’unico escluso è quello che non si è dato da fare, quello che ha sotterrato il talento.

Riassumendo, la teoria economica di Gesù prevede che tutti si diano da fare, che venga riconosciuto il merito, ma che nessuno sia nel bisogno, il tutto nel rispetto dell’ambiente. Nulla di complicato. E’ palese che il mondo segue regole diverse da quelle consigliate da Gesù, qui non si vuole esprimere un giudizio su quello che è giusto o meno, lo scopo è quello di evidenziare l’incompatibilità delle regole che ci governano con il cristianesimo, e tra tutte le regole quelle che disciplinano l’euro sono le più lontane dal messaggio cristiano. Ognuno è libero di scegliere quali valori seguire.

Personalmente considero l’€uro non solo in contraddizione con il cristianesimo, ma anche illiberale e antidemocratico. Credo che chi si professa democratico, liberale e/o liberista, ed è un sostenitore dell’€uro, sia in contraddizione tanto quanto lo sono i cattolici. Il paradosso è che l’anticristiano €uro è sostenuto ampiamente del mondo politico cattolico. Ma l’€uro è sostenuto anche dalla cultura della cosi detta sinistra e anche da parte di sedicenti liberal-liberisti. Un bel miscuglio di incoerenza.