Cassamarca, Gobbo: «industriali finanzino gli atenei»

Gian Paolo Gobbo, vice presidente di Fondazione Cassamarca e ex sindaco di Treviso, interviene sulla querelle che vede sulle due opposte sponde della barricata Ca’ Spineda e gli atenei sulla mancanza di risorse da destinare alle sedi trevigiane di Ca’ Foscari e del Bo. Al centro del dibattito, scrive Gianni Favero a paginaa 8 dell’edizione di Treviso del Corriere del Veneto, gli stipendi dei professori che costano alla Fondazione, ora in procinto di tagli, 1,2 milioni sui 2,3 totali. Cassamarca chiede infatti che i loro compensi siano pagati dalle università ma le convenzioni, che scadono fra 10 anni prevedono il contrario.

Di qui l’appello di Gobbo a trovare supporter esterni come Unindustria. «Se alcuni importanti soggetti finanziari e industriali sono intervenuti con 1,7 milioni su una grande mostra che dà prestigio a Treviso – dice il vicepresidente di Cassamarca -, penso che potrebbe avvenire qualcosa di simile anche a vantaggio delle sedi universitarie di Treviso». Gobbo argomenta che Unindustria ha sempre trovato un bacino nelle università al quale attingere competenze, ragion per cui gli industriali dovrebbero collaborare di più. Con un appunto: «sarebbe stato meglio puntare sull’Ingegneria anziché su Giurisprudenza», ribadisce Gobbo. Ma gli industriali non ci stanno: «polemiche pretestuose e infondate sul futuro dei nostri giovani- replica Unindustria – abbiamo collaborato sull’adeguamento dei corsi di laurea in Legge ai fabbisogni delle imprese».

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