Come cambia il Nordest: uno su dieci è straniero

Negli ultimi dieci anni la popolazione del Nordest è invecchiata e presenta un saldo naturale negativo, ma è compensata con l’arrivo degli stranieri. L’analisi, è della Fondazione Leone Moressa secondo la quale le dinamiche demografiche ed economiche dimostrano che i paesi europei (e in generale tutto il mondo Occidentale) rischiano una perdita di forza lavoro nei prossimi anni e un progressivo aumento della popolazione anziana inattiva. Come riporta l’Ansa, negli ultimi 10 anni, il saldo naturale degli italiani è negativo quasi ovunque nel Nord-Est. I cali più intensi sono a Venezia (-24 mila) e Udine (-21 mila). Segno positivo solo a Bolzano (+7 mila unità). Negativo quasi ovunque anche il saldo migratorio degli italiani, che vanno via soprattutto dal Veneto (-25 mila). Friuli e Trentino continuano ad attrarre anche italiani, che contribuiscono a mantenere la crescita positiva. Il saldo naturale negativo degli italiani è compensato da quello positivo degli stranieri, che continuano a fare figli: +80 mila in Veneto, +13 mila in Friuli V.G. e +12 mila in Trentino. Ancora più significativo il contributo dei nuovi arrivi di immigrati: +192 mila in Veneto (al netto delle partenze) e oltre 45 mila in Friuli e Trentino.

La popolazione straniera (700 mila) è aumentata notevolmente nel Nord-Est. In Trentino aumento al 60%, in Veneto e Friuli oltre il 50%. A livello provinciale, spicca Venezia (+105,7%). L’incidenza ha raggiunto il 10,1% in Veneto, l’8,6% in Friuli e il 9,0% in Trentino, comunque superiore alla media nazionale. Significative anche le nascite di stranieri, al 20,9% in Veneto e sopra il 15% in Friuli e Trentino. «Le dinamiche demografiche – rileva la fondazione Leone Moressa – aiutano a comprendere le prospettive a medio e lungo termine nelle città italiane. A livello generale, l’invecchiamento demografico della popolazione italiana è evidente in tutta la penisola, con un saldo naturale negativo ovunque (sono più i morti che i nati). Questo effetto viene mitigato in parte dalla dinamica degli stranieri, che fanno più figli (saldo naturale positivo) e mantengono il saldo migratorio positivo (anche se prevalentemente grazie ai ricongiungimenti familiari). Dove invece le partenze (di italiani e stranieri) superano i nuovi arrivi – conclude -, assistiamo ad un progressivo spopolamento».