«Migrante annegato, l’indagato non poteva salvarlo»

Il gesto del giovane straniero aveva colpito l’opinione pubblica perché il luogo dove si è gettato in acqua è di grande transito sia per i mezzi acquei che a piedi. Si trova davanti alla stazione ferroviaria di Santa Lucia e a poche centinaia di metri dal terminal automobilistico di Piazzale Roma e dal ponte di Calatrava. Inoltre, ad inasprire la polemica sulla lentezza dei soccorsi – nessuno si è gettato in acqua ma sono stati lanciati numerosi salvagente e quando una barca si è avvicinata il giovane si era già inabissato – anche i video poi postati su svariati social in cui si sentono voci di scherno e provocazioni nei confronti del giovane.

L’avvocato Molina ha voluto sottolineare come il suo assistito (il 35enne indagato per omissione di soccorso) «era a bordo di una imbarcazione, un cabinato, di piccolo cabotaggio con scarsa visibilità, non aveva personale con sé e stava navigando in direzione opposta a quanto stava accadendo, ovvero dalla stazione a Piazzale Roma. Doveva stare attento – ha aggiunto all’ANSA – oltre alle proprie manovre anche ai mezzi del servizio pubblico con i vicini imbarcaderi e relative manovre di attracco e delle altre imbarcazioni che venivano verso di lui. Per concorrere ad un eventuale salvataggio – ha concluso il legale – avrebbe dovuto fare un’improbabile inversione a U rischiando di collidere con altri natanti, mentre altri mezzi erano ben più vicini alla vittima e con maggiori possibilità di intervento».

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