Non ricandidate i parlamentari saltafosso

Le forze che hanno fatto vincere il No al referendum costituzionale dovrebbero trovare un’intesa almeno su un punto

Dopo la sentenza della Corte Costituzionale sull’Italicum, buona parte dell’informazione al servizio dei poteri forti (almeno quelli che hanno sostenuto gli ultimi governi), preferisce non commentare le conseguenze della disastrosa politica che abbiamo visto sull’emergenza immigrazione, e preferisce concludere con la battuta da romanzi: “domani è un altro giorno”, e si volta pagina. Alla luce dei fatti, penso non si possa dimenticare il grave danno, imposto al Paese da Renzi, dal Pd, da Ncd, Udc, Ala e altri più modesti servitori, che hanno bloccato per mesi le attività parlamentari, lasciando gli italiani nella confusione, per occuparsi non dell’emergenza terremotati, ma di inventare nuove promesse – che non potranno mantenere- pur di far prevalere il Sì nel referendum costituzionale. Fortunatamente ha vinto il buon senso, con il No al 60%, risultato che ha obbligato Renzi a dimettersi, anche se i suoi ministri, corresponsabili al pari dello stesso Renzi del disastro, sono rimasti a Palazzo Chigi.

Scansato questo pericolo, il problema oggi è che hanno lasciato l’Italia, e i loro stessi elettori, senza una legge elettorale valida. Dimostrando dilettantismo e arroganza. Non avevano tenuto in alcun conto, per esempio, la rabbia del 31% di italiani che aveva partecipato al referendum sulle “trivelle”, una svendita, o meglio un regalo ingiustificato, delle nostre poche risorse a favore delle multinazionali degli idrocarburi. A quel 36% si sono aggiunti tutti gli italiani, di varie tendenze politiche, che hanno bocciato la riforma Renzi-Boschi.

A questo punto, tutte le forze politiche, i movimenti, anche i singoli cittadini che hanno favorito la crescita del No dovrebbero formare larghe aggregazioni, per avviare con iniziative comuni lo smantellamento del sistema di potere, costruito da Renzi, dal Pd e dai compagni di viaggio, per mandarli a casa il più presto possibile e in modo definitivo. Tra le tante iniziative possibili, potrebbe esserci la richiesta alle segreterie dei partiti di non inserire più nelle liste candidati che in passato hanno tradito gli elettori (oltre 200), facendo il salto della quaglia e andando in soccorso del governo in carica.