Rimpasto a Rovigo, Bergamin contro dissidenti interni

Dopo estromissione degli assessori Roberta Ravenni (Lega Nord), Michele Brusaferro (Obiettivo Rovigo) e Beatrice Di Meo (Ap), il sindaco di Rovigo, Massimo Bergamin (in foto), si appresta a riattribuire le deleghe con un rimpasto di giunta. Un passaggio che, scrive Nicola Chiarini sull’edizione Padova-Rovigo del Corriere del Veneto a pagina 11, potrebbe presentare qualche ostacolo. Il primo cittadino infatti, ha inviato ai cinque capigruppo della maggioranza (Lega Nord, Fi, Obiettivo Rovigo, Presenza cristiana, Gruppo misto) una lettera in cui lancia un monito contro i dissidenti interni: «non convocherò rappresentanti di forze politiche che, più volte, sia sui quotidiani locali, sia in occasione di incontri, alla presenza di più persone, mi hanno offeso, calunniato e diffamato. Personaggi che, tra l’altro, ho già provveduto a denunciare nelle opportune sedi». Sui nomi additati dal sindaco per ora non si sa nulla.

Per sostituire la De Meo, le cui deleghe ai Servizi sociali sono state conferite ad interim a Luigi Paulon, Bergamin ha chiesto di visionare i curricula dei candidati. E se Presenza Cristiana, Obiettivo Rovigo e Lega Nord si dicono pronti a collaborare, da Forza Italia Valter Roana rifiuta il diktat di Bergamin: «il sindaco – tuona l’azzurro – non può pensare di decidere al posto degli alleati chi debba sedere al tavolo di coordinamento politico. Sulle risposte da dare alla sua richiesta, decideremo liberamente insieme».

 

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