«Bilancio, Verona paga forzatura Tosi e superficialità M5S»

Riportiamo la nota del Partito Democratico di Verona

«Fa un po’ sorridere che il Sindaco ci venga a dire che l’interpretazione del regolamento da lui fornita ieri sera in Consiglio, con cui è riuscito a sbarazzarsi dei subemendamenti presentati da alcuni consiglieri di minoranza, fosse “l’unico modo per evitare l’ostruzionismo delle opposizioni”. Come dovremmo definire, noi, il maxiemendamento da lui presentato che andava a stravolgere l’intero impianto del bilancio previsionale già vagliato dalle Circoscrizioni, tagliando quasi tutte le opere pubbliche? Ostruzionismo alla città?» Così il capogruppo Pd Luigi Ugoli in merito all’epilogo del Consiglio di ieri sera che ha visto approvare il bilancio di previsione 2017 emendato dal maxiemendamento del Sindaco senza discutere i subemendamenti delle minoranze.

«In un contesto di corretti rapporti istituzionali si doveva dare alle minoranze la possibilità di discutere su una modifica cruciale e di sostanza, con gli strumenti messi a disposizione dal regolamento, che sono appunto i subemendamenti. Fino ad un’ora prima gli uffici ci avevano rassicurati in tal senso ma poi l’interpretazione del Sindaco, secondo il quale i subemendamenti vanno trattati diversamente, ha cambiato tutto. Si è trattato di una forzatura interpretativa che sottoporremo ad opportune valutazioni». Secondo la consigliera Elisa la Paglia questo non è stato l’unico scivolone della serata: «La richiesta del consigliere 5 Stelle Benciolini di andare al voto con quasi 40 minuti di anticipo rispetto alla ghigliottina della mezzanotte ci ha impedito di discutere gli altri emendamenti al bilancio che ci avrebbero permesso di ripristinare fondi importanti per i quartieri e per i nostri musei. Una superficialità di cui, nella difficile serata di ieri, avremmo fatto a meno».