Confartigianato Verona: «ancora emorragia di imprese»

Il sistema economico veronese sconta anche nel 2016 un calo del numero di imprese artigiane. Sono diminuite di 365 unità rispetto al 2015, come segnalato dai dati di Movimprese-Unioncamere. «Sono anni ormai che l’emorragia di imprese artigiane non si arresta: ogni anno – afferma il presidente di Confartigianato Verona, Andrea Bissoli – Il saldo tra aziende di piccole dimensioni create e cessate va dalle 300 alle 400 unità in meno; la situazione è grave». La diminuzione del sistema scaligero porta contributo al saldo negativo regionale. All’artigianato veneto, infatti, mancano all’appello 1.751 imprese artigiane. Un numero simile a quello registrato nel 2015 (allora si persero 1.838 unità).

Il saldo 2016, risultato dalla differenza tra le 7.638 nuove iscrizioni e 9.389 cessazioni, porta a 130.373 il patrimonio di imprese artigiane operanti sul territorio regionale con un calo del 1,3% inferiore, anche questa volta, a quello nazionale arrivato a -1,4%. «Verona nel 2016 – ha spiegato Bissoli – ha visto l’iscrizione all’Albo Artigiani di 1.496 attività e la contestuale cancellazione di 1.861 aziende, per un saldo negativo di 365 unità, che porta il totale delle imprese artigiane a 25.567. Non possiamo lasciarci andare allo sconforto – ha aggiunto -, ma reagire al cospetto di una costante emorragia che sta spolpando uno straordinario patrimonio di conoscenza e competenze professionali. Nell’artigianato ci sono tante occasioni per realizzare idee innovative e per rilanciare attività tradizionali. La scuola, il sistema della formazione – ha concluso -, devono potenziare l’insegnamento della cultura del lavoro. Ci sono poi le eterne battaglie sull’oppressione fiscale, l’iperproduzione burocratico-normativa».

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