Consoli torna libero: «ma il divieto d’espatrio è umiliante»

Vincenzo Consoli è tornato libero. Come scrive Andrea Priante sul Corriere del Veneto a pagina 3, l’ex amministratore delegato di Veneto Banca, arrestato lo scorso 2 agosto con l’accusa di aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza,  ha terminato in anticipo di due giorni, di scontare la custodia cautelare agli arresti domiciliari nella sua villa (confiscata con i suoi arredi) alle porte di Vicenza. I magistrati hanno però notificato a Consoli il divieto d’espatrio per timore che si possa sottrarre al processo e a un’eventuale condanna.

Stando alle indiscrezioni trapelate da una sua passeggiata in centro a Vicenza e pubblicate dal Corriere del Veneto, Consoli avrebbe commentato così la notifica dei giudici: «impedirmi l’espatrio è umiliante: ho già dimostrato di non aver alcuna intenzione di sfuggire all’indagine. Non sono scappato finora, che senso avrebbe farlo adesso? Nessuno. Da questa vicenda ne uscirò in un solo modo: dimostrando in un’aula di tribunale che ho sempre agito nel rispetto delle leggi». Intanto a fine maggio la Cassazione dovrà decidere se concedere a Consoli il dissequestro dei beni: con i conti correnti suoi e della moglie congelati, secondo le voci, l’ex ad di Veneto Banca sarebbe senza liquidità e costretto a farsi aiutare dai figli.

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