La povertà fa male quasi quanto fumo, alcool e obesità

I fattori di rischio per la nostra salute li conosciamo più o meno tutti: fumo, alcool, vita sedentaria, obersità. Ma da oggi bisognerà aggiungere un altro elemento alla lista: la povertà. Secondo uno studio condotto dai ricercatori di Lifepath, condizioni sociali ed economiche di disagio influirebbero sulla salute in maniera negativa, quasi quanto fumare, soffrire di diabete e praticare poca attività fisica. In numeri, ci fa perdere in media due anni ed aumenta del 20% il rischio di mortalità prematura.

«Abbiamo confrontato il basso status socioeconomico con gli altri gradi fattori di rischio mostrando quantitativamente che vivere in condizioni sociali ed economiche povere diminuisce di oltre due anni l’aspettativa di vita, quasi la metà di quanto non faccia il tabacco e più del consumo elevato di alcool», spiega Silvia Stringhini, coordinatrice dello studio ed epidemiologa all’Ospedale Universitario di Losanna. Il motivo, molto probabilmente, va ricercato nel fatto che un basso status sociale ed economico nasconde anche altri fattori di rischio, come maggiore esposizione a stress, peggiori condizioni nell’infanzia e condizioni ambientali più deleterie.

Gli autori dello studio concludono: «i governi spesso non lo considerano fra i fattori da prendere di mira con interventi specifici. Le condizioni socioeconomiche e le loro conseguenze sono modificabili tramite politiche a livello locale, nazionale e internazionale. Intervenire su fattori a monte, come il lavoro o l’educazione infantile, può avere una maggiore efficacia, in termini di miglioramento della salute, rispetto a interventi a valle, focalizzati su singoli fattori di rischio come l’assistenza per chi vuol smettere di fumare o i consigli alimentari. Che sono importanti, questo sì, ma tendono anche a favorire le fasce sociali più alte, che possono accedervi più facilmente e che hanno meno difficoltà nel correggere eventuali abitudini poco salutari».

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