Il socio di Veneto Banca: «mia moglie, ictus dopo aver perso tutto»

Era socio di Veneto Banca e non ha potuto vendere le azioni. Come scrive Renzo Mazzaro sul Mattino a pagina 11,  un uomo di sessant’anni, direttore commerciale di un’azienda di Thiene ha perso i risparmi di una vita. Aveva convertito 320.000 euro in azioni nel 2009, più altri 73.000 a fine 2011, più 60.000 euro di prestito obbligazionario che la banca gli ha trasformato in azioni senza dirgli nulla. Il totale ammonta alla cifra vertiginosa di 453.000 euro. Quando il 9 maggio 2014 aveva  cercato di vendere 7.000 azioni (la quotazione era ancora a 39,50 euro) la banca lo aveva dissuaso con mille motivi.

Poi la tragedia: «nel dicembre 2015 mia moglie è andata in depressione, si è ammalata. Non mangiava più, non dormiva. Era lei che gestiva i risparmi e non si dava pace. A giugno mi ha detto: guarda che io muoio. E il 17 settembre è morta. Aveva 55 anni. Emorragia cerebrale. Ma la causa scatenante è stata la banca. Noi avevamo sempre risparmiato, quei soldi erano la sicurezza nostra e di nostro figlio, per qualunque cosa potesse accadere». «Io mi sento in colpa per la sua morte – continua l’uomo che ha preferito rimanere anonimo -, perché lei mi diceva di non mettere tutto su una sola banca. Disinvestire. Quante volte me l’ha detto. Ma era la mia banca, mi davano garanzie, ancora 6 mesi e poi veniamo via, dicevo. Chi andava a pensare quello che è accaduto. Certe volte vorrei morire, ma se muoio anch’io cosa farà mio figlio? Dalla morte della madre si è chiuso, una tomba anche lui. Ha 16 anni, lo segue uno psicologo. Adesso ho paura che me lo portino via».

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