Non vuole lasciare il suo paese, terremotato arrestato

L’accusa? Interruzione di pubblico servizio. L’accusato? Enzo Rendina, 58 anni, un abitante di Arquata che ha perso tutto durante il terremoto. La sua colpa è stata quella di non volersi rassegnare e di essersi opposto all’ordine del sindaco di evacuare il territorio comunale. Lui non ne voleva sapere di andarsene dal luogo dov’era nato e cresciuto e così viveva prima in una tenda della protezione civile e poi, dopo la nevicata, in una dei vigili del fuoco. Ripagava quell’alloggio non proprio a 5 stelle dando quotidianamente una mano ai soccorritori.

E a chi gli diceva di andarsene rispondeva: «Io la vita l’ho rischiata quella notte, non certo adesso». Lunedì è stato costretto ad andarsene in manette su un’auto dei carabienieri. Per la procura di Ascoli, la sua presenza stava “creando difficoltà e interferendo nell’attività dei vigili del fuoco”. Così si legge nel mandato di arresto. «È un arresto assurdo, di un uomo che ha la sola colpa di essere innamorato della propria terra e che lì vuole vivere», il commento del suo legale. «Mi hanno messo le manette – ha raccontato Rendina – ma la cosa peggiore è stato vedere prendere il mio zaino dove ci sono i miei, pochi, effetti personali che sono riuscito a recuperare dopo il crollo di casa mia. Non volevo perderle perché è tutto quello che mi è rimasto».