Rimborsi BpVi, diocesi Vicenza aspetta

La diocesi di Vicenza sta valutando se aderire o meno all’offerta di transizione fissata a 9 euro per azione di Banca Popolar di Vicenza. Come scrive il Mattino a pagina 11, accettando l’operazione la diocesi incasserebbe 200 mila euro a fronte di una perdita nell’attivo patrimoniale stimata in 1,6 milioni di euro. La diocesi infatti detiene, al 31 dicembre 2015, 26.254 azioni che al valore massimo di 62 euro valevano un milione e 640 mila euro. Tali titoli sono stati acquistati più di dieci anni fa cadendo quindi ufficialmente al di fuori dell’offerta di transizione. Ma il vescovo ha incontrato giorni fa alcuni rappresentanti della Popolare che gli hanno prospettato la possibilità di aderirvi lo stesso.

La decisione della curia avrebbe di sicuro un certo impatto sulla decisione dei risparmiatori se aderire o no. E la scadenza per dire sì all’offerta è il 22 marzo. Il vescovo Beniamino Pizziol ha quindi deciso di prendere tempo per valutare l’effetto della transazione e il numero di soci che aderirà. «A pesare sulla scelta- spiega il portavoce del vescovo, don Alessio Graziani – non sarà tanto il ritorno economico per la diocesi, quanto una valutazione complessiva sulle conseguenze generali che il successo o il fallimento dell’ operazione potrà avere sul territorio. La preoccupazione fondamentale – conclude – riguarda il futuro dei dipendenti della banca e delle loro famiglie». Finora l’offerta di transizione ha raccolto il 25 per cento dei consensi tra BpVi e Veneto Banca a fronte di un’obbiettivo fissato all’80%.