Si fa giustizia da solo, l’avvocato: «la vittima non si era mai pentita, anzi…»

La vicenda di cronaca di ieri pomeriggio ha scosso tutta Italia. Fabio Di Lello ha sparato a Italo D’Elisa, l’uomo che qualche mese prima aveva investito ed ucciso la moglie Roberta (leggi qui tutta la storia). In un’intervista a Radio Capital, l’avvocato di Di Lello racconta: «Italo D’Elisa, dopo aver ucciso Roberta, nell’incidente, non ha mai chiesto scusa, non ha mostrato segni di pentimento. Anzi, era strafottente con la moto. Dava fastidio al marito di Roberta. Quando lo incontrava, accelerava sotto i suoi occhi».

«D’Elisa – continua l’avvocato – tre mesi dopo l’incidente aveva ottenuto il permesso per poter tornare a guidare la moto, perché gli serviva per andare a lavorare. Fabio era sotto shock, era depresso per la perdita della moglie, andava molto spesso al cimitero  pensava giustizia non fosse stata fatta ma incontrandolo non ho mai avuto l’impressione che stesse ipotizzando una vendetta. Sono rimasto sbalordito quando ho saputo. Lui non aveva dimestichezza con le armi».