Tav, Ferrarin (M5S): «emblema della degenerazione politica»

Pubblichiamo il comunicato stampa del consigliere comunale Daniele Ferrarin, Movimento 5 stelle Vicenza

Con la solita enfasi il Sindaco di Vicenza ha annunciato un ulteriore passaggio burocratico della “pratica” Tav. Lo fa con spavalderia, noncurante degli effetti che saranno prodotti nel territorio della città. Il Movimento Cinque Stelle conferma la propria contrarietà ad un’opera inutile e costosa. L’adeguamento della linea esistente portandola a standard tecnologici europei è sufficiente per il potenziamento della rete ferroviaria e la creazione di un sistema integrato di trasporto pubblico ancora mancante nella nostra regione e nel Paese. Le vere ragioni della costruzione delle cosiddette “Grandi opere”, purtroppo stanno altrove. La Tav, e non solo, nel nostro Paese è l’emblema della degenerazione del sistema politico: esso ha coinvolto maggioranza ed opposizione in egual misura. Si è organicamente strutturata l’alleanza tra ceto politico e forze del potere economico delle grandi imprese sia private che pubbliche, alle quali è demandato il controllo della totalità degli appalti delle grandi infrastrutture pubbliche.

Cosicché, nella costruzione dell’Alta Velocità e delle autostrade, coesistono, in perfetta armonia, i protagonisti di sempre: i boiardi di stato, i grandi mediatori-corruttori, le imprese cooperative, Cosa Nostra, la Camorra, alcuni magistrati collaudatori e i grandi gruppi finanziari. La riprova di tutto ciò sono le numerose indagini e gli arresti in corso. È enormemente triste constatare che oggi tutto ciò venga considerato, nella cultura dominante, come del tutto normale, fisiologico: in nome della superiore retorica del “fare”, dell’imperativo di una crescita economica da perseguire ad ogni costo (oltretutto non strategica, ma di cortissimo respiro, come può essere quella basata su cemento e tondino), si accetta che il denaro di tutti noi vada a finanziare le varie forme di malaffare. Oggettivamente complice è l’Italia del Sì. Il Sindaco Variati si avvicina alla fine del suo mandato, del suo passaggio non rimane nulla. Lascia una città ferita dalla caserma americana Del Din e da Borgo Berga e sarà ricordato come il precursore di un’ulteriore sfregio alla città.

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