Pd Vicenza: «Tav unica via per pendolari e ambiente»

Pubblichiamo il comunicato del PD Vicenza città

Il via libera alla progettazione preliminare del secondo lotto della linea AV/AC Verona-Padova è un evento di grande importanza per la nostra città. Il potenziamento della linea ferroviaria Verona-Padova derivante dal quadruplicamento dei binari permetterà di:
– raddoppiare l’attuale numero di treni regionali che prestano servizio lungo la linea, arrivando a un cadenzamento ogni 15 minuti
– triplicare il numero dei treni merci che percorrono la linea, con l’obiettivo di spostare su rotaia almeno il 25% del traffico merci (oggi al 9%)
– un leggero aumento del numero dei treni passeggeri a lunga percorrenza

Ci sorprendono le dichiarazioni del consigliere comunale del Movimento 5 stelle Daniele Ferrarin. Nella sua ultima dichiarazione dichiara che sono sufficienti dei potenziamenti all’attuale linea storica, senza però produrre a sostegno della sua ipotesi studi tecnici comparabili con quelli di RFI. Nell’epoca della post-verità, dove la discussione si concentra sull’essere d’accordo o meno con una determinata affermazione, al di là della sua veridicità, noi vogliamo invece soffermarci su alcuni punti fondamentali che devono guidare l’azione della politica sul tema.

Innanzitutto, vogliamo ricordare che alla politica spetta la pianificazione strategica (a livello europeo, nazionale e regionale). Se c’è qualche forza politica che preferisce investire ancora sulla gomma, si palesi. Chi è contro il quadruplicamento dei binari sappia che va contro ogni la risoluzione dei problemi di inquinamento ambientale del Veneto e di Vicenza. A questo punto tocca alla pianificazione operativa (eseguita da RFI) stabilire quali siano gli investimenti necessari per centrare gli obiettivi stabiliti a livello di pianificazione strategica. Su questo RFI è stata ligia e ha redatto l’analisi costi benefici contenente anche la valutazione della cosiddetta “opzione zero” nella quale si valuta se a fronte della non costruzione della nuova linea AV/AC si raggiungano comunque gli obiettivi sopra citati. L’analisi verifica come l’opzione zero non sia percorribile, poiché non permette di centrare nessuno dei tre obiettivi prefissati in sede di progettazione della nuova linea.

Infine, all’ente locale (il quale non ha potere di veto sulle linee AV/AC, come ci ricorda spesso nelle sue interviste la sindaca di Torino Chiara Appendino, appartenente allo stesso movimento del consigliere Ferrarin) spetta consigliare a RFI/ITALFERR il modo migliore per risolvere le interferenze legate alla localizzazione dell’opera. Su questo punto, ricordiamo quanto stabilito dallo studio HIA (relativo alla valutazione del rispetto dei parametri UNESCO), il quale stabilisce che la nuova linea non avrà forti impatti sulla città, poiché essa si va ad aggiungere all’attuale linea storica, senza quindi costruire nuove cesure nel territorio. È su questi fatti che la politica deve assumersi le proprie responsabilità, e cioè se dire un no secco, il quale porterebbe allo stop definitivo dello sviluppo del traffico ferroviario lungo l’asse dell’Italia settentrionale (obbligando a trasferire il traffico non più intercettabile dalla ferrovia lungo l’unica alternativa presente e cioè l’aumento del traffico su strada), o se ragionare su quali possano essere le soluzioni migliori per centrare l’obiettivo di riequilibrio modale di merci e passeggeri. La nostra scelta è stata chiaramente la seconda e il via libera alla progettazione preliminare è un ulteriore passaggio nella giusta direzione.

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