Pfas, ministero Salute: «limitare acqua dai pozzi»

Va limitato l’uso dell’acqua dei pozzi per l’agricoltura e l’allevamento. Questo, scrive Andrea Alba a pagina 5 del Corriere del Veneto di oggi, il monito del ministero della Salute in seguito all’interrogazione parlamentare della deputata vicentina del Pd, Daniela Sbrollini, sul tema della contaminazione da Pfas tra il Veronese, il Vicentino e il Padovano. Il ministero ha confermato che nel 2016 sono state controllate dall’Usl 8 369 aziende agricole e 16 pozzi sono stati trovati «non conformi» con livelli di Pfas superiori al limite di 500 microgrammi per litro. Punto, quest’ultimo, contestato dagli agricoltori di Coldiretti: bisogna «evitare gli allarmismi: se il ministero vuole che si usi meno acqua deve dire in base a quali dati lo chiede», avverte il presidente Martino Cerantola.

«Per quanto riguarda le possibili infiltrazioni nella falda – puntualizza il ministero -, tutta l’acqua generata e utilizzabile in loco deve essere trattata, o comunque rivalutata, come fonte primaria di acqua potabile. Il ministero della Salute, assieme alla Regione Veneto, ha raccomandato fortemente di limitare l’utilizzo idrico nelle zone interessate dall’inquinamento, ponendo particolare attenzione sul rischio afferente alla matrice agricolo-alimentare». Le aziende coinvolte, avranno un mese di tempo per «installare filtri ai carboni attivi, scavare più in profondità o utilizzare acqua dell’acquedotto». Nel frattempo è scattato lo screening sulla presenza di Pfas in frutta, ortaggi carni e pesci: verranno raccolti in tutto 611 campioni di animali e 793 di vegetali.