Verona, profughi a S. Zeno: tutti contro il prefetto

È bufera a Verona sul prefetto Salvatore Mulas (in foto) che ha chiesto di ospitare 15 profughi (sui circa 2.600 ospitati fra città e provincia) nell’edificio di via Pontida, a San Zeno, sede dello sportello per l’immigrazione. Come scrive Enrico Giardini sull’Arena a pagina 12, molte sono le forze politiche cittadine che hanno sollevato critiche contro la decisione di creare il Centro di accoglienza straordinaria (Cas) al posto dello sportello gestito dalla stessa prefettura. Se il sindaco Flavio Tosi si chiede quale vantaggio porti lo spostamento di 15 persone, l’eurodeputato e vicesegretario federale del Carroccio, Lorenzo Fontana, attacca: è «una scelta azzardata. San Zeno si trova nel cuore della città, vicino ai bastioni, dove nelle ultime settimane si sono registrati ben cinque casi di, cosiddetti, “profughi” sorpresi a spacciare droga». gli fa eco Paolo Tosato, senatore e segretario cittadino della Lega, per il quale «l’edificio è senza requisiti».

Critico anche il Pd: «intendiamo discutere questo passaggio in due commissioni consiliari dedicate di cui abbiamo già chiesto la convocazione», fanno sapere i consiglieri Luigi Ugoli ed Eugenio Bertolotti. Molto duro il commento del candidato sindaco di Verona Pulita Michele Croce che definisce la scelta del prefetto «una “coltellata” al cuore di Verona». Infine il comitato “Verona ai veronesi” ha inscenato una protesta davanti al costituendo Cas in via Pontida esponendo uno striscione con la scritta “Accoglienza: dovere morale? Ricatto criminale”. Si tratta di un’ «estrema mossa di uomo in preda ad una crisi di nervi, che si sta spendendo in lungo e in largo in una disperata ricerca di consenso e in una pietosa opera di convincimento», attacca il comitato.

 

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